Contatti, call e riunioni si susseguono costantemente e, anche se i “lavori sono ancora in corso”, si va delineando la strategia delle opposizioni in vista della scadenza del termine per la presentazione gli emendamenti al Bignami bis, testo di riforma della legge elettorale. In particolare, secondo quanto apprende LaPresse, oltre alle diverse proposte di modifica soppressive del testo o di parti di esso (firmate in modo congiunto così come dai singoli gruppi), Pd, M5S, Avs, Iv e Più Europa starebbero lavorando ad alcuni emendamenti “di riduzione del danno”.
Le proposte riguarderebbero il voto per i fuorisede, la parità di genere, la raccolta elettronica delle firme per la presentazione delle liste e – forse – il voto elettronico. Non escluso, poi, si tenti di intervenire anche sul listone del premio per ‘correggere’ la violazione del principio della riconoscibilità degli eletti e sulla questione che riguarda l’esclusione degli elettori della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige dal conteggio delle cifre nazionali delle coalizioni.
Nessun emendamento, secondo quanto viene riferito quando il dossier è ancora tutto da definire, invece, sulla soglia e la consistenza del premio di maggioranza, data la volontà di “non intervenire nel merito su questioni che riteniamo incostituzionali”. Quanto al numero degli emendamenti, è la linea, “saranno parecchi, ma non gli 82 milioni di Calderoli” al ddl Boschi sulle riforme costituzionali. “Noi non siamo Calderoli – è la linea – Non c’è ancora una quantità definita, ma le proposte di modifica potrebbero essere poco meno di un migliaio”.
