di Marino Marini
“Per quanto riguarda Meloni, nell’intervento dell’assemblea di Confcommercio ha dichiarato che per lei è come se fosse il primo giorno, se avesse appena iniziato. Ed è proprio così. Non ci siamo accorti di quattro anni di governo e zero proposte”. Lo dice il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine seconda edizione di ‘Parlami d’Europa’ dedicato ai giovani, a Bruxelles. “Il problema – aggiunge – è che ormai la legislatura è in scadenza e oggi può semplicemente dire agli italiani che ‘faremo’, ma probabilmente non sarà più lei a Chigi. Potrà ‘dire’ dall’opposizione, ma a ‘fare’ saranno i prossimi governi, speriamo siamo noi. Abbiamo perso la grande opportunità perché la longevità può essere una premessa per far bene, ma se non fai nulla diventa addirittura un’aggravante di responsabilità”.
Vogliamo programma solido per cambiare il Paese
“Qualcuno ci dice ‘perché non tirate fuori il programma, perché non vi affrettate? La ragione per cui stiamo facendo un grande lavoro dal basso con cittadini anche non iscritti al Movimento, secondo i criteri della democrazia partecipativa e deliberativa, è proprio perché vogliamo un programma solido e concreto. Vogliamo definirlo con una prospettiva di lungo respiro, per cambiare il Paese. Questa è la nostra ambizione”.
La vera scommessa è durare cinque anni, non è facile
“Il Movimento non ha nessun interesse ad amministrare il potere o a gestire la res pubblica per attorno ai conti personali. Stiamo lavorando e completeremo questo processo nel corso dell’estate” e poi “sarà importante condividerlo con le altre forze e arrivare con questo progetto ben condiviso e anche valutare l’affidabilità di tutti coloro che vorranno partecipare per poter durare cinque anni. Questa è la scommessa. E’ una scommessa non facilissima per il centro-sinistra. Ecco perché vogliamo cambiare anche il linguaggio. Sarà un progetto progressista, non un progetto di centro, di sinistra. Un progetto progressista che impegnerà tutti a realizzarlo ben cinque anni. Da questo punto di vista sarà un impegno forte che prenderemo con tutti i cittadini”.
Ponte Stretto, recuperare 13,5 miliardi per rilanciare crescita
“Salvini vuole fare tante cose, ma vediamo che se le cose poi non si studiano, come sul Ponte sullo stretto, se non si fanno sulla base della compatibilità con regole, leggi e regolamenti, alla fine che cosa succede? Che ti trovi con un progetto ormai fallato, un progetto vecchio del 2005 che è stato riesumato, in barba a tutte le regolamentazioni europee. Poi adesso c’è anche l’ombra della corruzione che si allunga su questo progetto e buttiamo soldi. Dobbiamo recuperare quei 13 miliardi e mezzo, è la cosa più seria che si possa fare per rafforzare il ‘tesoretto’, anzi il ‘tesorone’ che serve per rilanciare questo Paese, per rilanciare la crescita di questo Paese a beneficio di famiglie e imprese e dei giovani”. Lo dice il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine seconda edizione di ‘Parlami d’Europa’ dedicato ai giovani, a Bruxelles rispondendo a una domanda sulla tassa sulle banche.
Banche, serve tassare gli extraprofitti
“Noi abbiamo il nostro giudizio: si è fatto tutto secondo le regole di mercato però sicuramente c’è una prospettiva di più ampio respiro che ci riguarda e ci preme molto. Noi abbiamo ormai una crescita prossima allo zero grazie a questo governo che addirittura con 209 miliardi che gli abbiamo lasciato è stato capace di riportare l’Italia agli ultimi posti, addirittura nelle proiezioni del 2027 ultime nei Paesi del G20 e ultime in Europa per la crescita del Pil. Allora ci chiediamo come è possibile che il Paese è prossimo allo zero per la crescita del Pil e invece le banche continuino ad accumulare profitti, addirittura straordinari, rispetto anche alla media degli ultimi anni?. C’è qualcosa che non va – aggiunge – perché è tutta una remunerazione degli azionisti del capitale investito, ma non c’è un miglioramento del credito in Italia. Non vediamo assolutamente che c’è accesso facile al credito per quanto riguarda gli artigiani, per quanto riguarda le famiglie, per quanto riguarda famiglie di monoreddito in difficoltà, per quanto riguarda le imprese, per quanto riguarda i cittadini. Questo è un problema che dobbiamo risolvere. Quindi, stiamo andando verso concentrazioni bancarie sempre più stringenti, ma nello stesso tempo a noi che guardiamo all’economia reale e guardiamo con grande diffidenza quella che potrebbe essere la speculazione finanziaria, a noi preme molto il fatto che ci sia un credito agevolato e soprattutto abbiamo l’urgenza di recuperare risorse dall’industria delle armi, dalla tassa sulle extra profitti delle banche.
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