di Orietta Migliori
“Una ventata di freschezza, tanta voglia di fare e questo è lievito per il centrosinistra”. Così Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia, in occasione della prima assemblea nazionale, che si tiene a Roma, descrive il partito. “Oggi nasce formalmente, ma in realtà sono mesi che giriamo l’Italia. Si tratta di migliaia di persone, 85 amministratori, 400 comitati civici – aggiunge -. Una ventata di freschezza che può portare una grande novità nel campo del centrosinistra. Noi aggiungiamo qualcosa, non portiamo divisioni e noi vogliamo contribuire alla rinascita dell’Italia. Il nostro campo politico, è chiaro, è quello dei progressisti”.
Nostro acronimo Pci, non male
“L’acronimo di Progetto civico Italia, come potete immaginare, è Pci. E per tutti quelli che dicono che siamo la destra del centrosinistra non è male”.
Ci siamo ma restiamo autonomi e non siamo eterodiretti
“Oggi non nasce l’ennesimo partito ma si mette in gioco una nuova classe dirigente. Donne e uomini uniti che vogliono trasformare i problemi in opportunità. Siete la risposta a chi diceva che non ce l’avremo fatta – dice alla platea -, a chi ci ha detto che eravamo eterodiretti, esperimento di laboratorio”.
“Goffredo Bettini persegue da anni uno schema politico molto chiaro di larga coalizione – aggiunge -, cosiddetto ‘campo largo’ può piacere o no l’espressione, che non si limiti all’autosufficienza della sinistra. In questo ‘campo’ noi camminiamo ma in totale autonomia”. “Abbiamo creato qualcosa di inimmaginabile – prosegue -, perché siamo persone che hanno deciso di camminare insieme, per aiutare il riscatto dell’Italia. Vogliamo curare ferite, ingiustizie e occasioni sprecate. Ci siamo riusciti perché abbiamo una voglia enorme di fare politica, non di organizzarla”.
Non ci interessa scegliere Schlein o Conte, no divisioni
“Noi al campo che abbiamo scelto non vogliamo togliere nulla ma se mai vogliamo aggiungere. Non vogliamo contribuire a divisioni o a conflittualità”, aggiunge, tra Elly Schlien, Giuseppe Conte “non ci interessa scegliere il compagno di banco preferito, non siamo alle elementari”.
In piazza per preferenze, centrosinistra si unisca a battaglia P
PProgetto Civico Italia sarà in cento piazze italiane per raccogliere firme per reintrodurre preferenze e invita il centrosinistra a “unirsi” sulla battaglia. “È un dovere morale restituire a 51 milioni di elettori italiani la possibilità di decidere chi vogliono mandare in Parlamento”, aggiunge. “C’è un mondo diverso che esiste e può avanzare, che resiste, che combatte, che sta in trincea, che attraversano ogni giorno la fatica del vivere, abitato da persone, proprio come noi, che non guardano gli schemi politici, le ideologie, le manovre dei vertici, ma fanno politica. Ecco, quello fanno politica – aggiunge -. Questo mondo siamo noi, non solo noi, ma certamente noi. E sui territori non possono essere presenti solo gli amministratori. Devono essere presenti anche tutti i deputati e i senatori. E guardate che l’unico modo per obbligare chi non lo fa è reintrodurre le preferenze”.
Nessuno parli più di patrimoniale
“Facciamo un patto. Nessuno parli più di patrimoniale. Peraltro non colpirebbe mai chi davvero fa guadagni spropositati – aggiunge – e gli italiani hanno pagato la patrimoniale della Meloni dato che la pressione fiscale in quattro anni è salita al 43.1%. Lasciamo a lei questa responsabilità che è inaccettabile”.
Eletta direzione nazionale, primo passo per nuovo partito
“Abbiamo eletto la direzione nazionale di Progetto Civico Italia, composta da 120 amministratori e avviato i 20 tavoli di lavoro per stilare a settembre il nostro programma, con proposte e impegni concreti per migliorare l’Italia. In 235 giorni abbiamo 10mila iscritti, 685 amministratori e 400 comitati civici da Bolzano a Caltanissetta. Siamo una novità vera”. “Oggi la nostra rete di amministratori diventa una nuova forza politica. Stabile e organizzata. Civica, davvero riformista e convintamente popolare. Oggi non nasce l’ennesimo partito ma si mette in gioco una nuova classe dirigente. Donne e uomini che si assumono una grande responsabilità. Non uniti da una corrente, non uniti da una segreteria ma da qualcosa di più forte: la volontà di continuare a servire il Paese trasformando le idee in risultati e i problemi in opportunità. Abbiamo amministrato, abbiamo commesso errori, abbiamo saputo correggere il tiro, abbiamo imparato, abbiamo ottenuto risultati. E oggi vogliamo portare questo metodo al Governo del Paese. La portiamo in dote al centrosinistra per cambiare davvero l’Italia”, conclude.
