di Marzio Scipione
“Io sei mesi fa ho scritto a tutti i miei colleghi dell’Europa continentale, non dei 27, dicendo che abbiamo necessità di pensare a una difesa continentale europea da integrare nella Nato. Continentale intendo compresa la Svizzera, i Balcani, il Regno Unito, la Norvegia, perché più grande è la massa e maggiore è la capacità di difesa. Questo scavalcherebbe tutti i veti che ci sarebbero nell’Europa a 27 e sarebbe una maggiore deterrenza. È un’iniziativa italiana, l’Italia si muove e semmai sono gli altri che non rispondono”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso del seguito dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Anche sulla parte industriale siamo stati i primi a chiedere maggiore integrazione, per dare l’esempio che in Europa andavano abbattute le barriere anche tecnologiche”, ha aggiunto Crosetto secondo cui su questo aspetto “c’è una chiusura nazionalistica ma non da parte dell’Italia, non fatemi dire da parte di quali Paesi. Ma l’Italia da questo punto di vista è molto più avanti degli altri nella volontà di integrare anche il comparto industriale”.
La Nato costa all’Italia 450 mln l’anno
“La Nato costa 5,5 miliardi l’anno e l’Italia ha l’8,53% di spesa. Il costo della Nato all’Italia è circa 450 milioni di euro l’anno”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso del seguito dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Ognuno partecipa con la propria spesa nazionale – ha aggiunto Crosetto – ma il costo della Nato è 5,5 miliardi e noi di questi mettiamo 450 milioni, l’8,3%. Gli Stati Uniti il 16,4%, la Germania il 14,7%, la Francia il 13, l’Inghilterra circa 10 e noi l’8,53%. Questo è il costo totale della Nato”.
Non esiste percorso autonomo alternativo per difesa
“Esiste un percorso autonomo alternativo a quello della Nato? Probabilmente investendo il 15, il 20 o il 30 l’anno, e non c’è una nazione, neanche la Germania, in grado di affrontare da sola le spese della difesa senza essere in un’alleanza”. “L’Italia – ha aggiunto Crosetto- ha deciso di fare semplicemente la propria parte, con tempi lunghi. Siamo stati noi a fissare il 2035 come punto di arrivo, siamo stati noi a insistere perché nel 2030 ci fosse una revisione delle situazioni internazionali, noi abbiamo detto lo 0,2% l’anno per non incidere troppo. Abbiamo indicato un percorso seguito da tutti gli alleati europei e stiamo cercando di implementare questo discorso compatibilmente con le nostre possibilità di bilancio, come tutti gli altri Paesi, Spagna compresa, perché i compability target sono attribuiti a tutti in modo uguale sulla base delle loro possibilità”.
