Medicina

Energia: allarme dei medici Sima sugli effetti negativi dei condizionatori

“In ambienti chiusi e senza aerazione naturale possono esserci effetti negativi sulla salute”, con “gli inquinanti che possono restare nell’aria fino a 15 ore”. Questo l’allarme dei medici Sima (Società italiana di medicina ambientale) che, in uno studio dedicato alla dispersione dei composti organici volatili (Voc), mette in guardia sull’uso dei condizionatori, “ormai presenti nelle case del 60% delle famiglie” anche per via degli effetti dei cambiamenti climatici. Lo studio è stato realizzato dalla Sima in collaborazione con Velux Italia; sarà presentato il 17 giugno a Palazzo Madama alla conferenza ‘Oltre l’efficienza. Qualità degli ambienti interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare’.

Il 60% delle abitazioni dotate di condizionamento
Negli ultimi anni – osserva la Sima – “si è assistito in Italia non solo ad un progressivo aumento delle temperature medie nei mesi estivi, ma anche ad un allungamento del periodo caldo, cui si affianca il fenomeno delle cosiddette ‘ondate di calore’, con le colonnine che superano abbondantemente i 40 gradi in numerose città. I termometri in diverse aree d’Italia iniziano a superare i 30 gradi centigradi già nel mese di maggio, con temperature che restano sopra tali livelli fino a settembre inoltrato”. Per il 2026 – prosegue la Sima citando i dati dell’Istat – si stima che “il 60% delle abitazioni private sia dotato di almeno un sistema di condizionamento dell’aria: un numero raddoppiato rispetto al 2013, quando ne disponeva meno di una famiglia su tre, il 29,4% delle famiglie”. Il rischio è però “di un peggioramento della qualità dell’aria indoor con conseguenti effetti negativi per la salute umana, in caso di non corretta areazione dei locali”. I Voc rappresentano “una delle principali categorie di inquinanti dell’aria indoor e sono associati a diversi effetti sulla salute, tra cui irritazioni delle vie respiratorie, cefalea, affaticamento e, in caso di esposizione prolungata, rischi più rilevanti per l’apparato respiratorio e cardiovascolare”.

I rischi negli ambienti domestici
Lo studio della Sima condotto in ambiente reale in particolare in un bagno – considerato tra gli ambienti domestici più esposti all’accumulo di inquinanti – ha evidenziato come nel caso di ambiente chiuso senza aerazione, la concentrazione di composti organici volatili è rimasta significativamente elevata per molte ore, tornando ai valori di base solo dopo circa 15 ore. Con una ventilazione meccanica il tempo si riduce a circa 3 ore, mentre con ventilazione naturale si registra il rientro ai valori iniziali in meno di 40 minuti. “I risultati preliminari della nostra ricerca – dichiara Alessandro Miani, presidente della Sima – confermano quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblica. La ventilazione naturale è uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione quotidiana agli inquinanti indoor”. “Questi dati rivelano chiaramente che la qualità degli ambienti interni deve affiancare in modo strutturale il tema della sicurezza energetica – afferma Lorenzo Di Francesco, public Affairs manager di Velux Italia – integrare luce e ventilazione naturali e comfort abitativo significa progettare edifici più salubri e più vicini alle esigenze reali delle persone che trascorrono la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi”.

Related posts

Malattie della pelle, colpiti 20mln italiani

Redazione Ore 12

Salute: Studio ENEA – Università Roma Tor Vergata, forte interazione tra PM2.5 e virus SARS-CoV-2

Redazione Ore 12

Hantavirus: ministero Salute, no italiani a bordo, allertati Uffici frontiera

Redazione Ore 12