di Orietta Migliori
Fanno quadrato Pd e M5S contro le nuove norme varate dal parlamento europeo, grazie ad una maggioranza che ha visto protagoniste le destre, i conservatori ed i post democristiani. Una scelta che sicuramente avrà nel prossimo futuro dei seri contraccolpi sulla stabilità delle attuali maggioranze trasversali tra gli schieramenti. Indubbiamente è un successo per la linea del Governo italiano, che ha praticamente scritto le nuove regole. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si sono espressi contro ed ecco nel dettaglio le loro posizioni.
Eurodeputati Pd, testo rimpatri sbagliato, deportazioni inaccettabili
“Abbiamo votato contro il Regolamento rimpatri figlio di un alleanza di destra nel Parlamento europeo. Di nuovo si è deciso di barattare i diritti dei più vulnerabili con l’illusione di una maggior sicurezza. Quelle previste dal nuovo Regolamento Rimpatri sono vere e proprie pratiche di deportazioni che non tengono conto della tutela dei diritti delle persone. Possono anche dargli una veste legale ma non possono renderle giuste né compatibili coi valori democratici che l’Europa rappresenta da decenni. Devono spiegarci come, altrimenti, possa essere accettabile rinchiudere per due anni e più minori e famiglie con bambini che non hanno commesso reati”. Lo dichiara la delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo. “Come socialisti e come delegazione Pd – fanno sapere – abbiamo votato no contro questo scempio. Sbagliano i popolari che, invece e per l’ennesima volta, hanno deciso di votare con l’estrema destra. Non vogliono ammetterlo, ma la realtà è che tutta questa operazione non produrrà alcuna armonizzazione né maggiore sicurezza. Ci renderà soltanto ancora più ricattabili da quei Paesi a cui appalteremo la gestione di un fenomeno da governare con serietà e non con la propaganda, come fa da anni la destra europea e quella in Italia”.
M5S Europa, norme Ue su rimpatri disumane
“Il Parlamento europeo sceglie l’ideologia e la propaganda. La riforma votata oggi sui rimpatri e i return hub non rappresenta una soluzione efficace alle criticità legate alla gestione dei flussi migratori e, anzi, introduce elementi che rischiano di trasformarsi in un danno per il nostro Paese. In primo luogo, l’estensione dei tempi massimi di trattenimento dei migranti fino a 30 mesi comporterà inevitabilmente un incremento significativo dei costi a carico degli Stati di transito come l’Italia, quando invece al nostro Paese servirebbe la sospensione del regolamento di Dublino che assegna allo Stato membro di approdo le responsabilità legate alle procedure di accoglienza e asilo”. Lo afferma in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. “Inoltre, il nuovo regolamento sui rimpatri – rimarcano – prevede la possibilità di istituire centri nei Paesi terzi, ma qui arriva la beffa per il governo Meloni visto che i due centri attualmente operativi in Albania potrebbero essere chiusi. L’Albania, infatti, è candidata a diventare Stato membro dell’Unione europea nel 2029: una volta completato il processo di adesione, non sarà più considerata Paese terzo e i due centri perderanno automaticamente la validità giuridica concessa dal testo approvato oggi. Sarebbe dunque più saggio procedere fin da subito alla loro dismissione così da destinare il personale delle forze dell’ordine impiegati oggi in Albania a garantire la sicurezza nelle nostre città, così come recita un emendamento che abbiamo presentato. Questo regolamento, frutto della collaborazione fra estrema destra e PPE, è disumano e tratta le persone come oggetti. Questo non è il vero volto dell’Unione europea”.
