L’assemblea regionale della Lombardia di Confesercenti lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale: escluso il capoluogo milanese, la rete di vicinato è in recessione in 11 province su 12, schiacciata dalla Gdo e dal difficile ricambio generazionale. A pesare sulle imprese sono anche la burocrazia e una carenza strutturale di personale che colpisce il 46,9% delle assunzioni, mentre si punta sul rilancio dell’imprenditoria femminile e sulle Zes di prossimità. Il commercio di vicinato in Lombardia viaggia a due velocità – sottolinea Confesercenti -e, se si esclude la crescita concentrata nel capoluogo milanese, in ben 11 province su 12 la rete distributiva di prossimità risulta stagnante o in netta recessione. L’allarme emerge dall’ultimo Osservatorio sulla rete distributiva regionale diffuso da Confesercenti Lombardia in occasione dell’elezione della nuova presidenza regionale dell’associazione che per la prima volta sarà guidata da un’imprenditrice, Barbara Quaresmini, bresciana attiva nel settore immobiliare, già al vertice di Confesercenti della Lombardia Orientale e del Coordinamento nazionale per l’Imprenditoria Femminile dell’associazione dei commercianti. L’assemblea elettiva si è tenuta oggi a Milano, a Palazzo dei Giureconsulti, con la partecipazione del presidente nazionale di Confesercenti Nico Gronchi e degli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Guido Guidesi (Sviluppo economico). “Il commercio di prossimità rappresenta un presidio fondamentale per la vitalità delle nostre comunità e per l’attrattività delle destinazioni lombarde. Turismo, commercio, pubblici esercizi e produzioni locali costituiscono un’unica filiera che genera valore per i territori. Per questo, con il nuovo Piano del Turismo 2026-2028, stiamo lavorando per distribuire i flussi turistici su tutta la Lombardia, valorizzando borghi, aree interne, cammini, cicloturismo ed enogastronomia, affinché la crescita del turismo si traduca in opportunità concrete per le imprese locali e per i centri storici. Una destinazione è davvero competitiva quando crea sviluppo diffuso, sostiene le attività di vicinato e rafforza l’identità dei territori”, ha spiegato l’assessore Massari. Infine, per il presidente nazionale Gronchi “troppe volte abbiamo immaginato che le trasformazioni del commercio, dai centri commerciali, all’e-commerce, all’intelligenza artificiale, avrebbero cancellato il commercio di prossimità e distrutto le nostre città. Non è stato così: il commercio non scompare, cambia pelle, ed è più moderno che mai. Ma la trasformazione non è uguale ovunque. Nei territori più fragili la trasformazione diventa desertificazione e si innesca un circolo vizioso: dove la popolazione diminuisce i negozi chiudono e dove i negozi chiudono se ne vanno anche i residenti. Perché è proprio nei territori che turismo e commercio si tengono insieme: dove le imprese di prossimità chiudono si spegne l’attrattività dei luoghi. Per troppo tempo la desertificazione è stata trattata come un effetto inevitabile. Non lo è: è una scelta politica, una mancanza di governo delle trasformazioni. Tornare a presidiare i territori è la vera partita, in Italia come in tutta Europa”.
Post precedente
Post successivo
