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Iran, funerali di Khamenei: Teheran blindata tra lutto e appelli alla vendetta

Tra slogan contro Stati Uniti e Israele, il governo punta a trasformare la mobilitazione popolare in un segnale politico, mentre resta incerta la presenza del successore Mojtaba Khamenei.

Il governo iraniano prevede l’afflusso di milioni di persone a Teheran per i funerali, al via oggi e che dureranno diversi giorni, della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un raid aereo israelo-americano all’inizio della guerra. Le autorità hanno svelato la bara contenente il corpo di Khamenei in una teca di vetro nella Grande Moschea di Teheran e i presenti hanno pianto alla vista intonando slogan come: “La nostra parola è una sola! Vendetta! Vendetta!”. La capitale iraniana è invasa da cartelloni che mostrano l’immagine di Khamenei con scene che ricordano i funerali della Guida Suprema, Ruhollah Khomeini, nel 1989. Il governo intende capitalizzare la grande affluenza per dare nuovo impulso nei negoziati con gli Stati Uniti sul controllo dello Stretto di Hormuz e una soluzione definitiva al conflitto. È stato scelto il 4 luglio, 250esimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti, per dare inizio alle esequie. La folla presente alla cerimonia a Teheran ha scandito: “Morte all’America!”, riprendendo un grido comune in Iran sin dalla Rivoluzione islamica del 1979 e dall’occupazione dell’ambasciata statunitense con conseguente crisi degli ostaggi.

La salma di Khamenei verrà trasportata in diverse città sia in Iran che nel vicino Iraq. Le autorità hanno chiuso strade, spazio aereo e fermato la vita quotidiana a Teheran per il lutto. Non è ancora chiaro se la nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, sarà presente al funerale del padre ma la richiesta sarebbe stata finora respinta per timore che Israele possa tentare di assassinarlo o di rintracciarlo ovunque si trovi.  Fonti iraniane hanno riferito al New York Times che Mojtaba Khamenei desidera presenziare alla sepoltura, la notizia è stata rilanciata anche da Times Of Israel.

Intanto il ministero dell’Intelligence dell’Iran ha ribadito l’intenzione di “vendicare il sangue” dell’Ayatollah e di coloro che sono stati uccisi nelle recenti guerre. Ne dà notizia Iran International. Il ministero ha definito Ali Khamenei come un “leader martire” e ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver perpetrato “il più grande crimine e complotto terroristico della storia contemporanea”. “I cuori feriti del popolo iraniano e dei popoli amanti della libertà di tutto il mondo non potranno guarire se non vendicandosi dei responsabili di questo crimine”, si afferma nella dichiarazione.

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