Continua il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione sulla commissione di Vigilanza Rai. Sono i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, a intervenire per cercare di sbloccare l’impasse, dopo l’azzeramento della bicamerale avvenuto in seguito alle dimissioni, lo scorso 2 luglio, dei componenti delle minoranze e della presidente Barbara Floridia (M5S) e, in risposta, di quelle dei membri di maggioranza.
I due inviano una lettera ai capigruppo per chiedere loro di indicare entro domani i nuovi componenti, al “fine di procedere alla ricostituzione” della commissione. Domani, però, nessun nome arriverà da Pd, M5S, Avs, Iv e Azione: i partiti, infatti, non indicheranno i nuovi commissari. Resta infatti lo “stupore per questa accelerazione dopo due anni di blocco”, e si chiede “una risposta politica” sul tema. Gli ex capigruppo della Vigilanza si riuniscono nel pomeriggio alla Camera e decidono il da farsi: una “dura lettera” verrà inviata domani a La Russa e Fontana per ribadire la volontà di non procedere con la scelta dei commissari in assenza di un “fatto politico nuovo, ovvero l’ok a procedere con il recepimento dell’European Media Freedom Act”. Non solo: per continuare la protesta, nei prossimi giorni, verrà organizzata un’iniziativa pubblica congiunta. Anche Azione, secondo quanto si apprende, non indicherà il proprio componente. Il partito di Carlo Calenda era rimasto senza rappresentanti nella Bicamerale dopo il passaggio di Maria Stella Gelmini da Azione a Noi Moderati, ma adesso avrebbe diritto a un componente. I partiti di maggioranza sono pronti, invece, a indicare i nuovi commissari. Lo ha già fatto Forza Italia che conferma gli uscenti e inserisce in aggiunta Mario Occhiuto e chiede che la commissione torni pienamente operativa. Il ruolo delle opposizioni “va tutelato e riconosciuto, ma non può mai trasformarsi nel potere di paralizzare le istituzioni, né tantomeno nel tentativo di imporre una sorta di dittatura della minoranza, inaccettabile in democrazia e incompatibile con il corretto funzionamento parlamentare”, tuonano i capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi. “Sono sorpreso dalla decisione delle opposizioni di non nominare i nuovi commissari in Vigilanza: evidentemente non intendono lavorare ad una soluzione dell’impasse”, fa eco Maurizio Lupi. A inizio legislatura le opposizioni scelsero l’Aventino per impedire l’avvio dei lavori della commissione d’inchiesta sul Covid, rifiutandosi per mesi di fornire i nomi dei componenti. Dopo settimane di tira e molla furono proprio i presidenti di Camera e Senato, come previsto dal regolamento, a indicare i componenti. Da quel momento la situazione si sbloccò. Dopo eventuali solleciti, potrebbe essere questa la strada che Fontana e La Russa potrebbero seguire anche in questo caso. Le opposizioni, però, avvertono: “Appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione Covid, con l’obiettivo di occupare anche la Vigilanza Rai a un anno dalle elezioni. Se lo facessero si assumerebbero una responsabilità enorme. Saremmo di fronte a un golpe parlamentare”, attaccano i capigruppo M5S Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi. “Chiunque verrà nominato si dimetterà e andremo avanti così – assicurano i falchi – non possono continuare ad occupare tutto”.
