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Nucleare: ‘Molto rumore per nulla’, Nobel Parisi boccia il ddl e cita Shakespeare

di Tommaso Tetro (*)
Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi boccia il disegno di legge sul nucleare. Intervenendo in audizione in commissione Ambiente a Palazzo Madama, nell’ambito dell’esame del ddl sul nucleare, Parisi cita William Shakespeare: “Se non fosse una tragedia” il drammaturgo “avrebbe già pronto il titolo per questo ddl, ‘Molto rumore per nulla’”.
La lista dei problemi messi in evidenza da Parisi è lunga, a cominciare dalla spesa, ritenuta molto più alta rispetto al solare. Si passa a una riflessione legata all’intermittenza delle fonti rinnovabili come il solare. E al fatto che ‘stiamo sbagliando risposta’: quella giusta non sta nel nucleare ma nell’accumulare l’energia nelle batterie per usarla quando serve. Per non parlare poi dei dubbi che il Nobel avanza sia sulla sicurezza (i piccoli reattori non sarebbero meglio delle grandi centrali) che sulle scorie radioattive (ancora non sappiamo dove mettere neanche quelle degli ospedali).
Come dire, per Parisi il governo dovrebbe quantomeno ridisegnare il perimetro delle intenzioni politiche dedicate all’energia. “Il nucleare è la fonte più costosa che esiste – avverte – almeno quattro volte più del solare: e non si tratta di una sfumatura ma di un abisso economico”. Inoltre la questione, a suo dire, sarebbe anche posta male. Perché secondo Parisi non si deve guardare al nucleare per superare il problema dell’intermittenza del solare ma si deve puntare alle batterie: quella è “la risposta” giusta, immagazzinare quanta più energia possibile per poi usarla quando serve.
“Il nucleare produce solo energia elettrica – rileva Parisi – una tecnologia quindi che potrebbe incidere su poco più di un quinto della richiesta di energia”. A questo bisogna anche aggiungere che, per il premio Nobel, “Italia, Grecia e Olanda sono i posti peggiori per mettere il nucleare”.
Parlando “dell’irrilevanza” del nucleare nel taglio delle emissioni inquinanti (guardando alla quota del 10% nel mix energetico nazionale), del fatto che “spesso i costi preventivati non corrispondono mai a quelli reali”, dei dubbi sulla “sicurezza sulla carta dei piccoli reattori che possono comunque esplodere come le grandi centrali”, e del “problema della sistemazione delle scorie”, il pensiero di Parisi è chiaro: “E’ quindi certo che nel futuro baseremo il grosso della produzione elettrica sul solare. L’Italia ha un’enorme capacità nel solare e nel geotermico. Non ha senso che la Germania punti sul solare e l’Italia sul nucleare”.
(*) La Presse

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