“L’Italia sostiene l’obiettivo della Presidenza di proseguire rapidamente il negoziato sul MISP, condivide l’ambizione di arrivare a un Council Mandate entro ottobre e condividiamo anche l’impostazione della Presidenza per cui le questioni indicate nella nota sono effettivamente quelle centrali per raggiungere un accordo”.
Lo ha detto il Rappresentante permanente presso l’Unione Europea, Vincenzo Celeste, nel suo intervento all’Ecofin a Bruxelles sul Pacchetto di misure sull’integrazione e la vigilanza dei mercati, spiegando che “l’Italia sostiene un accordo ambizioso entro ottobre, ma l’ambizione deve tradursi in un modello solido, soglie credibili, supervisione proporzionata, crisis management coerente, governance equilibrata e pieno utilizzo dell’esperienza delle autorità nazionali”. Secondo la posizione italiana ci sono “tre ambiti che dovrebbero essere definiti con particolare attenzione. Il primo è il perimetro della supervisione diretta di ESMA e i criteri di significatività. Sosteniamo un rafforzamento del ruolo europeo dove esiste un chiaro valore aggiunto in termini di integrazione e gestione dei rischi che travalicano i confini nazionali e che sono rilevanti dal punto di vista del mercato europeo”. Celeste ha aggiunto che “per questo il passaggio alla supervisione diretta di ESMA deve fondarsi su criteri oggettivi, proporzionati e settorialmente adeguati, valutando anche un approccio graduale nel tempo. Questo vale in particolare per le trading venues. Il secondo punto riguarda il crisis management framework. “Ogni trasferimento di responsabilità e di vigilanza deve essere accompagnato da un assetto coerente di responsabilità operative legali e finanziarie. Non possiamo costruire un modello in cui le decisioni di vigilanza sono assunte a livello europeo, mentre le conseguenze di eventuali crisi, disfunzioni o fallimenti restano prevalentemente nazionali o comunque non chiaramente allocate. Questo è particolarmente importante per tutte le tipologie di infrastrutture di mercato, incluse le piattaforme di trading”, ha indicato il diplomatico. “Prima di procedere verso forme più avanzate di centralizzazione, occorre chiarire come sarebbero gestite situazioni di crisi, quali autorità sarebbero responsabili, quali strumenti sarebbero disponibili e come verrebbe assicurata la coerenza tra supervisione, recovery, resolution and accountability. È un punto di credibilità istituzionale, non solo di tecnica normativa. Il terzo punto infine riguarda la governance di ESMA e le modalità operative della supervisione. Noi siamo aperti a rafforzare ESMA e a rendere più efficace la sua capacità decisionale anche attraverso l’Executive Board. Al tempo stesso il rafforzamento del livello europeo deve essere accompagnato da un coinvolgimento strutturato, stabile e operativo delle autorità nazionali. Le autorità nazionali infatti dispongono di conoscenza dei mercati locali e responsabilità dirette in materia di market surveillance, enforcement e stabilità finanziaria”, ha proseguito Celeste. “Questo patrimonio deve essere integrato nel nuovo modello, non semplicemente consultato a valle. Per questo riteniamo importante fare leva sul team di supervisione composti da personale delle autorità di vigilanza e personale di ESMA, nonché su flussi informativi comuni. Questi strumenti, se attentamente calibrati e disciplinati dal legislatore, possono consentire a ESMA e alle autorità nazionali di lavorare dentro un’unica architettura operativa, evitando duplicazioni, riducendo gli oneri per gli operatori e preservando chiarezza sulle responsabilità decisionali. In ogni caso l’assetto di vigilanza deve tenere debitamente conto delle specificità dei mercati dove si negoziano i titoli di Stato, che sono essenziali per il buon funzionamento del mercato del debito pubblico, per la formazione dei prezzi e per assicurare condizioni ordinate di finanziamento agli operatori”, ha concluso.
