“Chiedo scusa ma il perdono alla famiglia non potrei mai chiederlo, perché non perdono neanche me stesso per questa brutta cosa”. Lo ha detto Alessio Tucci, 19enne imputato per il femminicidio di Martina Carbonaro, 14enne uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola (Napoli), intervenuto in videocollegamento dal carcere nel corso dell’udienza del processo che si celebra davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli.
Tucci è tornato su un suo messaggio, “devi morire per amore”, inviato alla ragazza e citato nella precedente udienza: “Non intendevo qualcosa di brutto – ha detto – intendevo solamente che, come sto soffrendo io, devi soffrire tu. Però io non intendevo cose assurde.
Ma il perdono non potrei mai chiederlo, perché non perdono me stesso per questa cosa orrenda. Ancora oggi è passato un anno e non ho capito ancora cosa sia successo quel giorno. Per me è un incubo, non c’è minuto che passo qui in cui non penso a lei. Sto iniziando pure a parlare da solo, mi chiedo chissà cosa stia facendo al di fuori e invece lei non c’è, è una cosa assurda. Io non capisco cosa sia successo, le volevo tantissimo bene”. Tucci si è detto “consapevole di quello che fatto” e che “dovrò pagare fino all’ultimo, ma non ho capito cosa sia successo. Ho sempre fatto del bene, ho sempre lavorato, veramente non lo so cosa sia successo. Chiedo ancora scusa a tutti, non se lo meritava perché era una ragazzina, non importa di me che mi sono rovinato, a me importa di lei che non c’è più”.
