di Agazio Pontieri
Sull’automotive il dibattito è aperto, tensioni, scontri proteste e proposte si sono alternate in queste ultime ore. La fragilità del sistema e le sue evoluzioni sono al centro del confronto
Uilm: “Italia rischia la colonizzazione industriale cinese”
“La transizione dell’auto in Italia rischia di trasformarsi in una Caporetto sociale ed economica”. Così Davide Sperti, Segretario generale Uilm, durante la trasmissione Sky tg 24 economia. “In assenza di un cambio di rotta immediato, consegneremo la nostra filiera ai colossi asiatici”. La Uilm chiede al Governo risposte urgenti su quattro punti chiave: ripristino del Fondo Automotive, svuotato di miliardi negli ultimi anni; abbattimento dei costi energetici per salvaguardare la competitività della filiera; ammortizzatori sociali strutturali per gestire la fase di riconversione; tutele per i lavoratori fragili impiegati sulle catene di montaggio – A preoccupare il sindacato è anche la crisi del mercato tedesco – a cui è legato oltre il 20% del nostro export di componentistica – e la strategia dei produttori cinesi, pronti a rilevare gli stabilimenti europei insaturi per aggirare i dazi. “Non siamo contrari alla transizione, ma questa non si fa sulla pelle dei lavoratori. L’Europa deve muoversi subito con una politica industriale che difenda il Made in Europe e vincoli i finanziamenti alla tutela dell’occupazione e dei brevetti”, conclude Sperti.
Fim Cisl, pesa crisi Germania, serve intervento maggiore
“Quanto sta avvenendo in Germania avrà ripercussioni pesanti nell’area del Centro-Nord che fa da subfornitura alle case automobilistiche tedesche necessita un intervento maggiore. L’intervento che ci è stato descritto è un intervento molto limitato per noi, lo dicevamo già con il fondo 8 miliardi di Draghi, immaginiamoci la destinazione che è stata fatta in questa occasione. Bisogna fare di più, bisogna mettere a disposizione risorse importanti sia come paese, sia come Europa”. Così il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano al termine del tavolo automotive al Mimit. “A Stellantis abbiamo riprecisato che il cambio di passo che abbiamo riscontrato nella nuova dirigenza deve avvenire per tutti gli stabilimenti, Cassino e Termoli compresi”, ha aggiunto, “noi ci aspettiamo da risposte precise per quanto riguarda Cassino, ci hanno assicurato che non si chiuderà lo stabilimento e che le scelte verranno fatte entro l’anno ma c’è la necessità dal nostro punto di vista di fare presto perché lì stiamo viaggiando a pochi giorni di lavoro all’anno e questo stabilimento non può attendere”.
Lodi (Fiom), temiamo impatto violento in Italia con tagli Volkswagen
Con gli annunci di tagli da parte di Volkswagen “è chiaro che ci saranno delle ripercussioni, questo ce lo dicono i primi segnali anche da quelle regioni che hanno un insediamento industriale sulla componentistica importante, facciamo riferimento all’Emilia-Romagna e alla Lombardia. Già queste ci dicono che l’impatto sarà violento”. Così Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, al termine del tavolo automotive al Mimit rispondendo a una domanda sui tagli fino a 50mila posti di lavoro ipotizzati dall’azienda.
“Tra l’altro in Italia siamo direttamente interessati, perché ricordiamoci che Lamborghini Automobili e Ducati Motor sono del gruppo specificatamente di Audi, quindi noi in questa discussione dobbiamo essere attori, non possiamo essere spettatori passivi”, ha concluso.
