Stellantis conferma l’Italia al centro della propria strategia industriale. Al tavolo automotive al Mimit, con i sindacati, le imprese dell’indotto e gli enti locali, il responsabile per l’Europa Emanuele Cappellano ha ribadito gli obiettivi del Piano Italia, “in gran parte raggiunti e in alcuni casi superati”.
Ha elencato i primi segnali di ripresa: consegne globali in aumento del 10% nel secondo trimestre, crescita del 5% in Europa e immatricolazioni in Italia in rialzo di quasi il 7% nel primo semestre. Con l’aumento della produzione “abbiamo ridotto il ricorso agli ammortizzatori sociali, con benefici significativi e già evidenti nella maggior parte dei nostri stabilimenti”, ha aggiunto. Parole che non soddisfano i sindacati, che di fronte a una crisi strutturale e ai rischi per l’indotto dei tagli annunciati in Germania, chiedono al governo “un intervento maggiore” rispetto al miliardo messo in campo dal ministro Adolfo Urso a marzo, in occasione del precedente tavolo.
Risorse per sostenere ricerca, sviluppo e rinnovo del parco veicoli commerciali previsti da un Dpcm questa primavere. Ma, ha ribadito il titolare del Mimit, “l’epicentro della crisi è a Bruxelles, richiamando la necessità di “riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in deindustrializzazione”.
Il ministro ha citato uno studio del Boston Consulting Group secondo cui in Europa esiste una sovraccapacità produttiva di oltre cinque milioni di veicoli, pari a più di 35 stabilimenti. Anche Cappellano ha richiamato le difficoltà strutturali del mercato europeo, che dal 2019 ha perso circa tre milioni di veicoli, con una concorrenza cinese ormai superiore al 10% delle quote di mercato. Una situazione che, secondo il gruppo, impone un quadro normativo più favorevole alla competitività. Intanto, il manager ha confermato l’obiettivo di recuperare spazi di mercato: “Lo faremo anche grazie ai 50 nuovi prodotti che lanceremo in Europa nei prossimi 5 anni: 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti”, ha detto. Nel 2027 con le nuove batterie – sviluppate e prodotte a Mirafiori – Stellantis aggiornerà la 500 elettrica, ed entro fine 2027 a Melfi arriverà una nuova Alfa Romeo, di cui Cappellano ha mostrato ai presenti in anteprima un piccolo dettaglio della parte posteriore sinistra dell’auto dalla livrea rossa.
Pur prendendo atti degli annunci, dai sindacati arrivano reazioni preoccupate. La Fiom giudica insufficienti le risorse stanziate dal governo e ribadisce la necessità di rilanciare il progetto della gigafactory per le batterie. “Da parte del governo non c’è stato nessun passo avanti”, ora “temiamo l’impatto violento in Italia” con i tagli annunciati da Volkswagen, ha detto il responsabile auto Samuele Lodi, con ricadute soprattutto sulla componentistica del Centro-Nord.
Anche Fim Cisl e Uilm chiedono un maggiore intervento pubblico, sottolineando che la crisi del settore richiede risorse aggiuntive.
