Intervista alla Consigliera Regionale Viviana Verri sull’Aeroporto di Basilicata
di Michele Rutigliano (*)
Dopo anni di annunci, rinvii e polemiche, la Pista Enrico Mattei di Pisticci sembra avvicinarsi a una fase decisiva. Negli ultimi mesi il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera ha avviato le procedure per individuare il futuro soggetto gestore dell’infrastruttura, registrando l’interesse di numerosi operatori nazionali attivi nei settori aeroportuale, aerospaziale e della mobilità aerea. Parallelamente, si è riacceso il confronto sull’allungamento della pista e sulla possibile evoluzione dell’attuale aviosuperficie in un aeroporto regionale di terzo livello, capace di sostenere lo sviluppo turistico della costa jonica, della Valbasento e dell’intera Basilicata.
In questo dibattito interviene Viviana Verri, consigliera regionale ed ex sindaco di Pisticci, da anni attenta alle prospettive di crescita del territorio e alla realizzazione di una infrastruttura strategica per colmare il deficit di collegamenti della Regione
Negli ultimi mesi la vicenda della Pista Mattei ha registrato un’accelerazione significativa, con l’interesse manifestato da diversi operatori nazionali. Lei ritiene che siamo di fronte a un passaggio concreto verso la nascita del primo vero aeroporto della Basilicata oppure si tratta dell’ennesimo annuncio?
L’avvio dell’iter per l’affidamento in gestione dell’aviosuperficie è sicuramente una buona notizia, un passo atteso da tempo e sollecitato anche da me attraverso mozioni ed interrogazioni alla giunta regionale. L’interesse degli operatori conferma che questa è un’infrastruttura strategica non solo per la Basilicata ma per l’intera area jonica. Però restano aperte alcune questioni decisive. Per citarne alcune: qual è la reale visione strategica sulla Pista Mattei? Quale ruolo avrà nel sistema dei trasporti lucani? In che modo sarà integrata con la ZES Ionica, dentro la quale ricade la Valbasento? E’ necessario, inoltre, chiarire quali servizi si vogliono rendere effettivamente operativi, quali investimenti saranno previsti, quali certificazioni si intendano ottenere e con quali tempi si immagina di rendere la struttura pienamente funzionante. Così potremo dire che siamo passati dagli annunci ad una concreta strategia di rilancio dell’infrastruttura.
Da ex sindaco di Pisticci, quale dovrebbe essere secondo lei la funzione prioritaria di questa infrastruttura: supporto al turismo, servizi per le imprese, protezione civile, emergenza sanitaria oppure collegamenti di linea per passeggeri?
La collocazione della Pista Mattei in un’area baricentrica per tutto l’arco jonico la rende un nodo strategico per la mobilità interregionale. Credo, però, che sia necessario puntare su un modello di sviluppo che tenga conto delle sue caratteristiche infrastrutturali, altrimenti rischiamo che i cancelli dell’ “Aeroporto di Basilicata” restino sempre chiusi. Personalmente ritengo che sia importante valorizzare il contesto in cui è collocata l’infrastruttura, la Valbasento e l’area industriale al cui servizio la pista è nata. La Pista Mattei, infatti ricade nella ZES, dove ci sono imprese che resistono e necessitano di servizi per poter continuare ad investire. E quindi parliamo di trasporto merci oltre che di persone. Il passaggio ad aviazione generale, inoltre, potrà consentire i servizi di aerotaxi e aerei da turismo che ben si coniugano con la vocazione turistica dell’area, punto di riferimento sia per la costa che per l’entroterra. Però perché questo avvenga è necessario che la Regione continui ad investire nell’infrastruttura e porti a termine i lavori per il suo adeguamento.
Uno dei temi più discussi riguarda l’allungamento della pista. A suo giudizio esistono oggi le condizioni tecniche, economiche e ambientali per realizzare questo intervento e consentire l’operatività di aeromobili commerciali di maggiore capacità?
Ricordo che, durante il mio mandato da Sindaco di Pisticci, emerse il problema legato ad alcune infrastrutture industriali e viarie limitrofe alla Pista, che limiterebbero le possibilità di allungamento. Il tema, però, non è solo di carattere puramente infrastrutturale: se parliamo di aviazione generale, quindi di voli non commerciali e non di linea, chiaramente i requisiti infrastrutturali possono essere più facilmente soddisfatti: Se, invece, ne vogliamo fare “l’aeroporto di Basilicata”, oltre agli adeguamenti strutturali occorre altro. In particolare, uno studio sull’effettivo potenziale che la struttura ha di intercettare tratte strategiche per il traffico aereo, in grado di sostenerne economicamente lo sviluppo e renderla attrattiva per le compagnie aeree e per il futuro gestore
Alcuni osservatori propongono una gestione integrata con il sistema aeroportuale pugliese, prendendo a modello l’esperienza dello scalo di Foggia. Considera questa ipotesi una opportunità per accelerare il decollo della struttura oppure ritiene che la Basilicata debba perseguire una strategia autonoma?
Dico che prima di mutuare modelli di gestione bisogna calarli nel proprio contesto e valutare se funzionano; i numeri di Foggia nel 2025 non sono stati esaltanti, tanto che il gestore Luminwings ha lasciato la struttura. Se questo è accaduto in una regione, la Puglia, con molti più abitanti e un tessuto economico più solido di quello lucano, in Basilicata un modello del genere funzionerebbe? Inoltre Aeroporti di Puglia ha investito fortemente nel rilancio della struttura di Foggia con ben 12 milioni di euro, in Basilicata abbiamo la forza e la volontà politica di sostenere la Pista Mattei con un investimento infrastrutturale corposo? Possiamo ambire a diventare attrattivi per le compagnie aeree? Quando riusciremo a rispondere positivamente a queste domande, allora potremo parlare di “aeroporto di Basilicata”.
Se il progetto dovesse andare in porto, quali benefici concreti potrebbero arrivare nei prossimi anni per Pisticci, per il Metapontino e per l’intera Basilicata in termini di occupazione, investimenti e contrasto allo spopolamento delle aree interne?
I benefici sarebbero tanti, in termini di promozione turistica del territorio, di competitività delle imprese dell’area industriale, di crescita occupazionale. Sarebbe un vero e proprio motore di sviluppo e rilancio per l’intera regione, contribuendo anche in modo rilevante a farla uscire dall’isolamento infrastrutturale che, da sempre, la caratterizza.
Lei segue questa vicenda da molti anni. Se dovesse indicare una sola decisione che la Regione dovrebbe assumere entro il 2026 per rendere irreversibile il progetto della Pista Mattei, quale sarebbe?”
Dopo la fase esplorativa bisogna assolutamente accelerare sul bando di gestione della Pista Mattei per capire finalmente cosa ne vuole fare il governo regionale. Bisogna uscire dalle ambiguità e compiere un passo concreto che segni in maniera inequivocabile la volontà politica di rilanciarla e in che modo. I cittadini devono poter tornare a credere in questa infrastruttura, dopo anni in cui gli annunci hanno superato, di gran lunga, i fatti.
(*) Giornalista
