Economia e Lavoro

Le analisi delle associazioni dei Consumatori sono di segno negativo

Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori- Foto: LaPresse

di Bibbi Lo Fazio

Tutte le principali associazioni dei consumatori restano scettiche sul calo dell’inflazione registrato da Istat nel mese di giugno, Alcune di queste , nelle loro previsioni, leggono come il carovita resti ancora in agguato.

Codacons, leggera riduzione, ma in arrivo stangata estiva su italiani

“Leggera riduzione del tasso di inflazione a giugno, ma sull’estate degli italiani si profila una nuova stangata determinata dall’incremento delle tariffe energetiche, dei prezzi dei carburanti e dei listini di tutto comparto del turismo e dei viaggi”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati dell’Istat.  “A giugno il tasso di inflazione si attesta al 3% pari ad un aggravio di spesa, considerata la totalità dei consumi degli italiani, da +992 euro annui per la famiglia ‘tipo’, che sale a +1.370 euro per un nucleo con due figli – analizza il Codacons – A destare preoccupazione, tuttavia, sono i rincari che interessano alcuni beni e servizi legati ai consumi estivi degli italiani”. “Le tariffe dell’energia elettrica sul mercato libero rincarano infatti a giugno del +14% rispetto allo scorso anno (+7,1% per gli utenti vulnerabili del mercato tutelato), realizzando una vera e propria mazzata sull’uso di condizionatori, ventilatori e sistemi di raffrescamento in casa come rimedio al caldo estremo delle ultime settimane – spiega il Codacons – Brutte notizie anche sul fronte dei trasporti, con il gasolio che a giugno è risultato più caro del 21,6% su base annua, +10,2% la benzina. Le tariffe dei traghetti aumentano in media del 3,7%, mentre le auto a noleggio costano il 4,8% in più”.

“Si impennano i listini degli stabilimenti balneari, in crescita del +12,9% su anno, mentre i prezzi dei viaggi ‘tutto compreso’ risultano in aumento del +3,4%, i villaggi vacanza segnano a giugno un +3%, ristoranti e bar rincarano del +3,2%”, ha aggiunto il Codacons.

Unc, calo è solo un miraggio destinato a svanire

“E’ solo un miraggio, destinato a svanire”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione di giugno, nulla rispetto a maggio e in calo al 3% su base tendenziale rispetto al mese precedente. “Si tratta di dati vecchi e superati, che dipendevano dalla tregua tra Usa e Iran siglata il 17 giugno. Peccato che dal 7 luglio, con la ripresa dei bombardamenti, tutti i prezzi delle materie prime, dal gas al petrolio, siano decollati nuovamente. Insomma, ci attende un’estate rovente. Basti pensare al fatto che la benzina oggi ha varcato nuovamente 1,9 euro al litro nella rete stradale e che un pieno di 50 litri di gasolio viene pagato oggi 7,90 euro in più rispetto al 3 luglio, 7,15 euro in autostrada”, prosegue Dona. “Per una coppia con due figli, considerando l’inflazione tendenziale del 3% si ha un aumento complessivo del costo della vita di 1081 euro su base annua, dei quali 167 euro per mangiare e bere (Prodotti alimentari e le bevande analcoliche), 276 euro per i Trasporti, 311 euro per Abitazione, elettricità e gas, 98 per Servizi di ristoranti e di alloggio. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 1003 euro. In media, per una famiglia la sberla è di 787 euro”, conclude Dona.

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Cna: “La caduta dei consumi è un pericolo per la crescita” Cna prende posizione sul calo dei consumi in volume che l’Istat ha certificato nel mese di giugno. “Siamo preoccupati per l’ennesimo calo in volume dei consumi registrato dall’Istat a giugno. L’inflazione purtroppo gonfia solo le vendite in valore. Insomma, con la riduzione del potere di acquisto, le famiglie spendono di più per comprare di meno. Non è più allegra la situazione delle piccole imprese manifatturiere, che soffrono la riduzione della domanda, e degli esercizi commerciali di prossimità che hanno visto crollare il proprio giro d’affari pagando più pesantemente delle grandi superfici l’impatto del caro prezzi. È evidente che il governo deve cercare rimedi rapidi ed efficaci contro l’inflazione, che in Italia a giugno rimane più alta della media dei Paesi più sviluppati. Rimedi che non deprimano la crescita dell’economia italiana, che mostra già segni di rallentamento. È arrivato il momento che la Banca centrale europea pensi a bloccare l’aumento dei tassi d’interesse: lo ha chiesto proprio oggi il governatore designato della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Vanno inoltre cercati stimoli alla domanda interna per investimenti e consumi, utilizzando con celerità ogni strumento a disposizione. Altrimenti, il rischio concreto per il nostro Paese è che la crescita, già prevista in decimali, possa ulteriormente pagarne le conseguenze”.

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