Esteri

Xi annuncia a Shanghai l’Alleanza mondiale per l’IA: dentro anche Russia e 28 altri Paesi

di Giuliano Longo (*)

Il presidente cinese Xi Jinping è intervenuto per la prima volta alla World Artificial Intelligence Conference di Shanghai e ha lanciato ufficialmente la creazione di un’Organizzazione mondiale per la cooperazione in materia di intelligenza artificiale. L’alleanza coinvolge 29 Paesi: tra questi Russia, Bielorussia, Brasile, Kazakistan e Indonesia.

 

Nel discorso, Xi ha insistito sul bisogno di apertura e di regole condivise. “Una sola corda non fa musica, e un solo albero non fa una foresta. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale deve diventare una sinfonia di cooperazione internazionale”, ha detto. Secondo il leader cinese, servono leggi, regolamenti, monitoraggio tecnologico e sistemi di allerta rapida “per rafforzare la linea di difesa, prevenire abusi e usi illeciti e garantire che l’IA resti sempre sotto controllo umano”. Ha anche invitato gli altri Stati a “cogliere questa rara opportunità storica” puntando su open source, cooperazione e condivisione. Pechino, ha aggiunto, è pronta a offrire “beni pubblici globali” nel settore.

 

L’idea non è nuova. Già lo scorso anno la Cina aveva proposto a Shanghai un organismo di coordinamento sull’IA. Nel 2026 l’annuncio è diventato ufficiale e sono stati resi noti i primi 29 Paesi aderenti.

 

Il timing è delicato. A inizio luglio la stampa occidentale ha scritto che Pechino si prepara a limitare l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, anche a quelli non ancora rilasciati. A giugno erano emerse notizie su un uso massivo dell’IA nella gestione aziendale in Cina, dalle grandi aziende statali alle piattaforme private.

 

L’iniziativa cinese arriva mentre la corsa globale all’IA accelera e mentre aumentano i timori per sicurezza, disinformazione e impatto sul lavoro. Proprio su questo punto Elon Musk ha rilanciato nelle ultime ore: secondo lui la professione di programmatore potrebbe diventare obsoleta entro fine anno a causa dell’IA. Musk ha anche proposto forme di reddito per chi perderà il lavoro per l’automazione. Intanto negli USA le autorità hanno revocato il divieto parziale sul modello di intelligenza artificiale “Mythos 5”.

 

Il quadro internazionale è quindi in rapido movimento. Da una parte Washington e Bruxelles spingono su regole e sovranità digitale, dall’altra Pechino prova a costruire un blocco alternativo con Paesi BRICS e partner asiatici e dell’ex URSS. L’alleanza di 29 Stati presentata da Xi include quindi sia economie emergenti sia Paesi sotto sanzioni occidentali come Russia e Bielorussia.

 

Per la Cina l’obiettivo è duplice: definire standard e norme favorevoli al proprio ecosistema tecnologico e presentarsi come fornitore di infrastrutture e modelli aperti per il “Sud del mondo”. Il richiamo ai “beni pubblici globali” serve anche a contrastare l’immagine di un’IA cinese chiusa e controllata dallo Stato.

 

Resta da vedere quanto sarà concreta la cooperazione. L’organizzazione avrà sede a Shanghai e dovrà occuparsi di standard tecnici, scambio di dati, formazione e governance. Il nodo centrale sarà proprio la governance: bilanciare innovazione, sicurezza e controllo politico.

 

In parallelo, altri temi caldi restano in primo piano. Tra le notizie più lette oggi: l’aggiornamento sul giorno 1608 della guerra in Ucraina con un attacco alla regione di Mosca, l’analisi su “Hormuz del grano” con i prezzi globali ai massimi e le difficoltà degli agricoltori ucraini a vendere il raccolto, e il dibattito sulle possibili dimissioni del comandante Syrsky e su come potrebbero cambiare la strategia delle Forze Armate ucraine. Tra i gossip, la vendita da 10,9 milioni di dollari della villa di Svetlana Loboda nella regione di Mosca.

 

L’annuncio di Xi segna quindi un passaggio: dalla proposta di un anno fa a un’alleanza operativa. Se funzionerà dipenderà dalla capacità di attrarre più Paesi, da quanto i modelli cinesi resteranno davvero “aperti”, e da come USA ed Europa risponderanno con le proprie regole e investimenti.

 (*) Analista Geopolitico ed esperto di relazioni internazionali

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