Economia e Lavoro

Pagamenti: Bankitalia, 10 operazioni fraudolente ogni 100mila in II sem. 2025

Bankitalia ha diffuso il Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, aggiornato al secondo semestre 2025. Il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale dei pagamenti, rimane nel complesso molto contenuto, sottolinea Bankitalia, con 10 casi fraudolenti ogni centomila operazioni (0,010% in numero) e 3 euro ogni centomila euro transati (0,003% in valore). Permangono tuttavia, sottolinea Bankitalia, differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento. Il tasso di frode è rimasto stabile ed estremamente basso nel caso dei bonifici (2 euro ogni 100.000 euro transati, 0,002% in valore; 4 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, 0,004% in numero) e dei prelievi da ATM (10 euro ogni 100.000 euro transati, 0,010% in valore; 5 casi ogni 100.000 operazioni, 0,005% in numero). Più elevato invece, ma in apprezzabile riduzione rispetto al semestre precedente, per gli strumenti di moneta elettronica, tra i quali rientrano le carte prepagate (24 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,024% in valore, da 0,033; 18 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, pari a 0,018% in numero, da 0,030%), e per le carte di debito e di credito (17 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,017% in valore, da 0,019%; 9 casi ogni 100.000 operazioni, pari a 0,009% in numero, da 0,011%). Il tasso di frode relativo ai bonifici SEPA istantanei, sottolinea Bankitalia, è rimasto invece sensibilmente superiore a quello dei bonifici ordinari (0,028% in valore e 0,012% in numero contro 0,002% sia in valore sia in numero) ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente (-38%) e allo stesso periodo del 2024 (-53%). A tale risultato avrebbero contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate dai PSP a fronte dell’entrata in vigore dell’Instant Payment Regulation (IPR) che, tra le altre cose, ha obbligato i PSP ad adottare dal 9 ottobre 2025 il servizio di verifica dell’IBAN del beneficiario al quale il pagatore intende inviare un bonifico (Verification of Payee, VOP). Riflettendo i diversi casi d’uso degli strumenti di pagamento, l’importo medio delle frodi rimane più elevato per i bonifici SEPA ordinari (5.509 euro) e istantanei (1.850 euro), rispetto ai prelievi da ATM (505 euro), ai pagamenti con carte (80 euro) e a quelli con moneta elettronica (41 euro). Le operazioni “a distanza” (e-commerce) restano più esposte alle frodi di quelle “non a distanza” (POS fisico), ma il divario si è ridotto rispetto al semestre precedente. Il tasso di frode sul valore delle operazioni e-commerce è sceso a 0,060% per le carte e a 0,039% per la moneta elettronica; quello sul valore delle operazioni al POS fisico è stabile sia nel comparto delle carte (0,006%) sia in quello della moneta elettronica (0,008%). Evidenze analoghe si osservano per i tassi di frode calcolati sul numero di transazioni. Le operazioni transfrontaliere continuano a presentare un’incidenza di frodi ben più elevata di quelle domestiche, soprattutto nel caso delle carte di pagamento e della moneta elettronica. In particolare, sebbene le operazioni verso Paesi situati fuori dallo Spazio Economico Europeo (SEE) rappresentino circa il 2% dei pagamenti con carte e moneta elettronica, esse concentrano rispettivamente circa un quarto e un terzo delle frodi associate a tali strumenti. Le frodi da manipolazione sono in aumento e si confermano la tipologia prevalente nelle operazioni con bonifico, con un’incidenza del 72% in valore e del 58% in numero (da 58% e 51% nel semestre precedente). Le transazioni con autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication, SCA) e quelle che la normativa vigente ritiene comunque poco rischiose (“in esenzione” dalla SCA) registrano tassi di frode meno elevati rispetto alle operazioni non soggette a SCA, soprattutto nella componente transfrontaliera. L’incidenza del valore delle perdite sostenute dal cliente è più elevata per i bonifici (92%) e per i prelievi da ATM (68%), rispetto ai pagamenti con carte (40%) e con moneta elettronica (40%). La ripartizione degli oneri tra i soggetti coinvolti nel pagamento riflette le caratteristiche dei diversi strumenti di pagamento e la tipologia di frode. Al fine di colmare lo squilibrio che finora ha fatto ricadere sui clienti la maggior parte dei costi delle frodi da manipolazione, la nuova normativa europea PSD3/PSR introdurrà rimborsi obbligatori per vittime di frodi nei casi di impersonificazione, ovvero quando il frodatore si finge il PSP del cliente.

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