Economia e Lavoro

Carburanti: prezzi superano livelli di marzo, pressing consumatori su taglio accise

 

L’escalation della crisi a Hormuz ha fatto risalire nel giro di pochi giorni il prezzo dei carburanti: ora superano i livelli registrati il 18 marzo scorso, quando il governo intervenne con il primo decreto di riduzione delle accise. I dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy certificano che oggi la benzina in modalità self service costa in media 1,942 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,107 euro al litro, ben oltre la soglia psicologica dei due euro. In autostrada i prezzi salgono ulteriormente, a 2,032 e 2,181 euro al litro. La nuova impennata riaccende i timori sull’inflazione e rilancia le richieste delle associazioni dei consumatori al governo di intervenire per calmierare i prezzi. Si tratta però di un intervento costoso – in totale circa 2 miliardi, compensato in parte con l’extragettito Iva -, che nelle valutazioni del governo non ha prodotto gli effetti sperati, tanto che il primo taglio da 24 centesimi è stato via via ridotto, prima di cessare del tutto dal 3 luglio. “Tutti i prezzi di oggi, benzina e gasolio, autostrade e rete stradale, sono superiori a quelli del 18 marzo. Cosa aspetta a intervenire?”, la richiesta dell’Unione nazionale consumatori al governo, “non solo sta violando le sue promesse elettorali, ma sottovaluta anche il problema dell’inflazione che a giugno si era finalmente fermata, mentre a luglio riprenderà a decollare proprio per colpa del caro carburanti e del mancato intervento sulle accise”. Dal 3 luglio, data della scadenza dell’ultima proroga, gli aumenti sono stati rapidi. Per il gasolio il rincaro supera i 22 centesimi al litro, con un aggravio superiore agli 11 euro per un pieno, secondo quanto calcolano le associazioni. Incrementi consistenti anche per la benzina, con una maggiore spesa vicina ai 7 euro. La prospettiva di un nuovo intervento fiscale, tuttavia, divide. Se famiglie e consumatori chiedono un’immediata riduzione delle accise, le imprese dell’autotrasporto evidenziano come il meccanismo possa trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Cna Fita ricorda infatti che il precedente sconto ha ridotto la liquidità disponibile per le aziende del settore, che recuperano parte delle accise attraverso il sistema dei rimborsi.

Un taglio generalizzato, quindi, pur alleggerendo il costo del pieno, finirebbe per comprimere le risorse finanziarie delle imprese. Intanto è partita la nuova app ‘Osservaprezzi Carburanti’ del Mimit, pensata per consentire agli automobilisti di confrontare i prezzi praticati dai distributori. Il debutto, però, è stato accompagnato dalle prime polemiche. Il Codacons ha presentato una segnalazione all’Antitrust chiedendo la sospensione temporanea dell’applicazione, sostenendo che i dati non sempre risultano aggiornati e che il servizio potrebbe fornire indicazioni fuorvianti ai consumatori.

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