Economia e Lavoro

Carburanti, Codacons: “Con nuovi rialzi stangata estiva sempre più pesante” . Unc: “Boom prezzi”

 

“Con la nuova ondata di rialzi che si è abbattuta sui prezzi dei carburanti si fa sempre più pesante la stangata sulle partenze estive degli italiani, al punto che un pieno di gasolio costa oggi ben 14 euro in più rispetto a inizio luglio”. Lo afferma il Codacons, dopo i nuovi dati diffusi dal Mimit. “In 3 settimane il prezzo medio del gasolio è salito di 27,9 centesimi di euro sula rete ordinaria, con una impennata che sfiora il +15%, e di 26 centesimi in autostrada, mentre la benzina è rincarata di 16,5 centesimi”, sottolinea il Codacons, parlando di “aumenti che portano un pieno di gasolio a costare 14 euro in più rispetto al 3 luglio scorso (+13,95 euro per la precisione), quando è scaduto il taglio delle accise (+13 euro in autostrada), mentre un pieno di benzina costa 8,25 euro in più”. “Numeri che avranno un impatto pesantissimo sulle tasche delle famiglie aggravando la spesa per i rifornimenti in un momento, quello delle partenze estive, in cui si impennano i consumi di carburante – denuncia il Codacons – In tutto ciò il governo non solo è assente e non interviene tagliando le accise, ma si sta arricchendo grazie all’escalation dei prezzi alla pompa attraverso Iva e accise che pesano per oltre il 50% su ogni litro di carburante acquistato in Italia”. “Per salvare le vacanze degli italiani il governo deve tagliare da subito le accise sul gasolio di almeno 15 centesimi di euro al litro (18,3 cent considerata anche l’Iva), in modo da riportare i prezzi sotto la soglia del 2 euro al litro”, conclude l’associazione.

Unc, è boom prezzi, pieno gasolio costa un euro più di ieri

“Prosegue il rialzo dei carburanti che dura ininterrottamente dal 3 luglio ossia da 21 giorni consecutivi, prima per la malaugurata idea del Governo di togliere lo sconto sulle accise, poi, a partire dal 7 luglio, per i nuovi venti di guerra in Medio Oriente e la fine della tregua, ufficialmente interrotta l’8 luglio. Da allora, dal 3 luglio, un pieno di gasolio da 50 litri costa 13 euro in più in autostrada e 13,95 nella rete stradale. per la benzina siamo a 8,25 euro”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base delle medie Mimit.

“Ma la cosa più grave è l’escalation dei prezzi. Dopo che ieri il gasolio in autostrada aveva raggiunto, come denunciato dalla nostra associazione, un prezzo record mai toccato dall’inizio delle serie storiche iniziate il primo agosto 2023, oggi prosegue ulteriormente la sua corsa passando da 2,213 a 2,228. Vuol dire che in appena 1 giorno un pieno da 50 litri costa, in autostrada, 75 centesimi in più. Nella rete stradale va ancora peggio: in 24 ore un litro di gasolio si paga 2 cent in più e per un rifornimento si deve sborsare esattamente 1 euro più di ieri”, denuncia Dona.

“Il Governo farebbe bene a smettere di prendere in giro gli italiani prospettando futuri interventi. Dovrebbe dirci cosa intende fare oggi. Dichiarare, come ha fatto il ministro Urso il 22 luglio, ‘se sarà necessario un ulteriore intervento lo faremo’, vuol dire farsi beffa degli automobilisti visto che oggi tutti i prezzi, sia del gasolio che della benzina, sono superiori a quelli del 18 marzo, quando il Governo fece il primo sconto sulle accise, da 20 cent al litro. Per logica ora lo sconto dovrebbe essere almeno pari a quello del Governo Draghi: 25 cent al litro, 30,5 con Iva al 22”, conclude Dona.

Red

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