È fissato per giovedì 30 luglio alle 9 il sopralluogo nell’abitazione di via Risorgimento a Pietracatella, dove, secondo l’ipotesi della Procura di Larino, Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sarebbero state esposte alla ricina che ne ha provocato la morte. Il provvedimento, notificato alle parti dal pubblico ministero Elvira Antonelli, dispone un accertamento tecnico irripetibile affidato agli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino Christian Herzog e Sylvia Worbs e al tossicologo forense Luca Morini, con il supporto degli investigatori del Bundeskriminalamt (BKA), della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica di Campobasso. Secondo il decreto, gli esperti effettueranno campionamenti all’interno dell’abitazione utilizzando specifiche tecniche di prelievo e potranno acquisire campioni da indumenti, mobili, suppellettili e da ogni altro oggetto ritenuto utile ai fini dell’accertamento. Le operazioni saranno videoregistrate e indagati, parti offese, difensori e consulenti assisteranno da remoto attraverso i sistemi predisposti dall’autorità giudiziaria.
Procura cerca non solo ricina ma anche tracce Ricinus communis
Non soltanto eventuali residui di ricina, ma anche altri componenti chimici riconducibili al Ricinus communis, la pianta dalla quale viene estratta la tossina. È uno degli elementi contenuti nel decreto con cui la Procura della Repubblica di Larino ha disposto il sopralluogo del 30 luglio nell’abitazione della famiglia Di Ielsi-Di Vita a Pietracatella, nell’ambito dell’inchiesta sul duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute tra il 27 e il 28 dicembre scorsi nell’ospedale Cardarelli di Campobasso. L’incarico conferito agli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino prevede infatti la ricerca di “ricina e/o di altre componenti chimiche del Ricinus communis” mediante campionamenti su indumenti, mobili, suppellettili e altri oggetti presenti nell’abitazione, ritenuti utili per accertare l’eventuale presenza della tossina o di elementi collegati alla sua manipolazione. Al termine delle attività gli esperti relazioneranno la Procura sugli esiti degli accertamenti svolti.
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