di Marino Marini
“Per vincere non basta parlare male di Meloni dalla mattina alla sera, così come non basta mettere insieme una coalizione ‘contro’. Occorre presentare una proposta alternativa, cioè un’idea di Paese”. Così il presidente del Partito Democratico ed europarlamentare Stefano Bonaccini, a margine dell’evento pubblico in piazza a San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso. “L’importante, adesso, è unire la coalizione. Stare uniti non è sufficiente per vincere, ma è una condizione necessaria”, ha affermato Bonaccini. “Quattro anni fa le porte a Meloni non gliele hanno aperte gli italiani. Pur avendo ottenuto molti voti, la coalizione era poco sopra il 40 per cento. Gliele ha aperte uno sciagurato centrosinistra, che si è diviso addirittura in tre parti”, ha proseguito. “Stare uniti è quindi una condizione necessaria”, ha concluso il presidente del Pd. Poi Bonaccini affronta anch il nodo Vannacci-Lega.
Vannacci sta distruggendo la Lega
“Futuro Nazionale sta distruggendo la Lega. Lo vedo nei territori: sta riportando la Lega verso quel 4 o 5 per cento che aveva prima che Salvini, merito suo, riuscisse a portarla oltre il 30 per cento”. “Futuro Nazionale è un partito di estrema destra, bisogna dire le cose come stanno. Penso che sposterebbe verso l’estrema destra l’asse di un’eventuale coalizione. Questi, però, sono problemi loro e non ci riguardano”, ha aggiunto. “Vannacci o non Vannacci, noi dobbiamo pensare non a ciò che accade in casa degli altri, ma a ciò che succede nel centrosinistra. Per questo serve una proposta per un Paese che sia in grado di essere più giusto”, ha concluso Bonaccini. Poi sul lavoro e soprattutto l’occupazione giovanile.
Ridurre o azzerare tasse per primo impiego giovani
“Penso che il Partito Democratico, e ne abbiamo parlato anche con Elly Schlein, debba avanzare una proposta sui giovani abbastanza forte, quasi shock. Entro una certa età, per il primo impiego o per chi apre una partita Iva, si dovrebbe immaginare una tassazione molto ridotta o addirittura nulla. Dobbiamo concentrarci su questo. Aiutare una ragazza o un ragazzo a costruirsi una vita qui, magari a formare una famiglia e ad avere dei figli, invece di andare all’estero, non significa aiutare soltanto loro”, ha spiegato Bonaccini. “Spesso, per arrivare alla fine del mese, i giovani vengono aiutati dai genitori o dai nonni. Aiutare loro vorrebbe dire aiutare anche le famiglie. “Non sarebbe un intervento in grado di mandare l’Italia in default, perché il numero delle persone coinvolte è minore rispetto al resto della popolazione e alle altre fasce d’età. Sarebbe un investimento sul Paese, capace di generare tantissimi effetti positivi”, ha aggiunto. “È chiaro che non possiamo pensare soltanto a spesa pubblica, spesa pubblica e ancora spesa pubblica. Si tratta di fare delle scelte e oggi, se dovessi individuare una priorità, direi che tra queste c’è la condizione dei giovani nel nostro Paese”, ha concluso Bonaccini.
Migranti, remigrazione di Vannacci contraddice necessità imprese
“Le proposte di Vannacci si scontrano con quelle del Governo. Se si parla di remigrazione, cioè di mandare a casa tutti gli stranieri e anche gli italiani che sono diventati tali partendo da una condizione di stranieri, dall’altra parte il Governo dice che servono più di 600mila persone provenienti da altri Paesi, altrimenti manca la forza lavoro necessaria alle imprese. Le contraddizioni ne avranno tantissime. Facciano come credono. Noi, però, dobbiamo guardare in casa nostra e fare di tutto per presentarci agli italiani con grande serietà e con poche proposte concrete”, ha aggiunto Bonaccini.
