Cronaca

Morte Fakir: 12 persone indagate a Bologna per scontri, domani incarico a perito per esame video

di Emilio Orlando

Resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Sono queste le accuse contestate, a vario titolo, dalla Procura di Bologna ai dodici indagati per gli scontri scoppiati la sera del 20 luglio nel centro cittadino, al termine della manifestazione organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il giorno precedente durante un intervento di polizia al Pilastro. Tra gli iscritti nel registro degli indagati figura anche il ventenne arrestato durante i disordini e rimesso in libertà il giorno successivo con il divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna. Intanto domani la Procura conferirà all’ingegner Giuseppe Ferraro, già consulente nell’inchiesta sull’omicidio di Pierina Paganelli a Rimini, l’incarico di analizzare e ripulire l’audio dei filmati acquisiti dagli investigatori.

L’inchiesta sui disordini procede parallelamente a quella sulla morte di Fakir. La sera del 20 luglio, dopo il presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore in piazza Nettuno, al quale avevano partecipato circa cinquemila persone per esprimere vicinanza alla famiglia della vittima, alcune centinaia di antagonisti diedero vita a violenti scontri davanti alla Prefettura e poi nelle vie del centro storico. Il bilancio fu di 64 agenti delle forze dell’ordine feriti. Poco prima degli incidenti, dal palco era intervenuta in lacrime la nipote Yossra Fakir, chiedendo “rispetto, verità, giustizia e umanità” per lo zio. Un appello rimasto il simbolo della parte pacifica della manifestazione, degenerata soltanto al termine del presidio. Ieri il capo della Polizia Vittorio Pisani si è recato a Bologna, dove ha incontrato in Questura dirigenti, funzionari, gli agenti coinvolti negli scontri e i sindacati di polizia. Successivamente ha visto anche Yossra Fakir e Khadija Fakir, nipote e sorella della vittima.

Proseguono intanto gli accertamenti sulla morte del quarantaduenne. Gli investigatori stanno analizzando le immagini registrate da residenti, operatori e da una telecamera fissa presente nella zona, oltre al filmato completo realizzato da uno dei due poliziotti intervenuti. La difesa degli agenti, rappresentata dall’avvocato Bordoni, ha annunciato la richiesta di una perizia tecnica sui video per migliorare l’audio ed estrarre eventuali dialoghi utili. Secondo i primi risultati dell’autopsia, Fakir potrebbe essere morto per asfissia provocata da una grave emorragia polmonare, forse conseguenza delle fratture alle costole riscontrate durante l’esame. Saranno comunque i periti nominati dalla Procura a stabilire entro novanta giorni se l’emorragia sia stata la causa diretta del decesso o una concausa insieme ad altri fattori.

(*) La Presse

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