Cronaca

Roma: cold case Cristiano Aprile, dopo 40 anni indagato ex alunno del padre

Dopo quarant’anni dal cold case dell’omicidio di Cristiano Aprile, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un uomo di 64 anni, all’epoca ventiquattrenne, ex studente del padre del dodicenne e già alunno della scuola privata Pitagora. L’accusa è quella di omicidio. Il sospettato, che sarebbe affetto da problemi psichiatrici, è già stato interrogato nell’ambito della nuova inchiesta coordinata dal pubblico ministero Alessandra D’Amore e affidata agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Roma. L’uomo, secondo quanto emerge, era già stato ascoltato dagli investigatori subito dopo il delitto insieme a centinaia di altri giovani, ma non era mai stato iscritto nel registro degli indagati. La svolta arriva dopo la riapertura del cold case, rimasto irrisolto dal 1987, in seguito all’acquisizione da parte della Procura del libro dello scrittore Igor Patruno, ‘Chi ha ucciso Cristiano Aprile? Il delitto di via Levanna’. Nel volume viene indicato il nome del presunto responsabile e vengono citati due ex colleghi del padre della vittima come possibili testimoni. Patruno è stato ascoltato per diverse ore dagli investigatori come persona informata sui fatti. Secondo la nuova ipotesi investigativa, il possibile movente sarebbe di natura sessuale e il vero obiettivo dell’aggressione non sarebbe stato Cristiano, bensì la madre del ragazzo, Fiorella Baroncelli, moglie del professor Valerio Aprile. La mattina del delitto, nell’appartamento di via Levanna 35, nel quartiere Montesacro, erano rimasti in casa Fiorella Baroncelli con i figli Cristiano e Giada. Poco dopo le 8.30 bussò alla porta un giovane che pochi giorni prima si era presentato come studente del professore, chiedendo in prestito un libro. La donna gli aprì senza diffidenza. Una volta entrato, però, l’uomo estrasse un coltello, la immobilizzò e la legò a una sedia. In quel momento Cristiano uscì dalla sua cameretta. “E lui chi è?”, avrebbe chiesto l’aggressore prima che questi si avventasse su di lui. Il ragazzo tentò di rifugiarsi nella sua stanza, ma venne raggiunto e colpito con una decina di coltellate. La madre riuscì a liberarsi e cercò disperatamente di salvarlo, rimanendo ferita insieme alla figlia Giada. Entrambe sopravvissero, mentre l’assassino riuscì a fuggire senza lasciare tracce. Le indagini dell’epoca portarono all’ascolto di circa trecento giovani, concentrandosi soprattutto sulla pista di uno studente o ex studente del professor Aprile. Tra questi figurava, secondo quanto apprende LaPresse, anche l’attuale indagato, sentito come persona informata sui fatti ma mai formalmente indagato.

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