La guerra di Putin

Ucraina, il vantaggio nel colpire i territori russi e i costi delle rappresaglie russe

di Balthazar

Ieri l’Ucraina ha attaccato il magazzino Wildberries a Volgograd, cercando poi di colpire un terminal  petrolifero in Tatarstan mancando il colpo.  Zelensky ha anche annunciato ieri la distruzine della raffineria nella regione di Volgograd e del terminal marittimo nel Territorio di Krasnodar.

Gli attacchi  lungo raggio dell’Ucraina alla Russia dall’inizio dell’anno, non semvra abiano sempre una precisa strategi. A marzo-aprile l’biettivo principale erano gli impianti russi per l’esportazione di petrolio e gas, qualche mee dopo prevalentemente le raffinerie per la produzione interna di benzina .

Ora gli obiettivi principali sono i magazzini che riforniscono i mercati, e sono ricominciati gli attacchi alle raffinerie, evidentemente perchè  i russi hanno avuto  il tempo di ripristinare, almeno parzialmente, gli impianti  colpiti.

Secondo il Financial Times, delle 26 raffinerie che avevano interrotto la produzione dopo gli attacchi , al 27 luglio 8 raffinerie sono tornate a pieno regime, altre 11 hanno ripristinato i lavori in parte, mentre solo 7 sono ancora inattive. Di conseguenza, la crisi dei carburanti in Russia si andrebbe rapidamente attenuando, come aveva promesso Putin nei giorni scorsi.

La domanda  che sorge spontanea è perché Kiev non colpisce questi almeno quasi simultaneamente impedendo la loro riattivazione?  Una delle spiegazioni è la produzione limitata di droni a lungo raggio ma più probabilmente è anche troppo costoso continuare a infliggere colpi massicci alla Federazione.

Questo è stato chiarito dall’ex-capo di stato maggiore dell’esercito ucraino Zaluzhny – a suo tempo destituito da Zelensky e oggi ambasciatore a Londra –  il quale ha affermato che “questi attacchi sono costosi, tecnologicamente complessi e alla fine causano pesanti misure di rappresaglia” da parte di Mosca.

È opinione diffusa che i droni a lungo raggio siano un’arma molto efficace e più economico, ma allo stesso tempo ci possono essere conseguenze indesiderate.

I droni sono molto più facili da abbattere rispetto ai missili, pertanto per colpire gli obiettivi occorre lanciarne sciami in decine nella speranza che almeno qualcuno colpirà gli obiettivi, ma  ad esempio, dopo l’attacco alla  Raffineria di Mosca del 18 giugno, non un solo drone è riuscito a colpire la capitale nonostante I reiterati tentativi-

Secondo il ministero della Difesa russo riferiva che solo a luglio erano stati abbattuti  9800 UAV a lungo raggio di tipo di aereo, ma senza specificare quanti invece non siano stati abbattuti nei numerosi attacchi ucraini quotidiani.  È chiaro che i dati dei russi così come quelli dell’Apu (esercito ucraino)  dovrebbero essere trattati con scetticismo, ma ci sono altri numeri da tenere inconsiderazione.

Gli UAV principalmente  utilizzati dall’Ucraina per gli attacchi a lungo raggio “Bober” (costo 100 mila dollari. l’uno) e FP-1 (60 mila dollari).Supponendo che siano utilizzati in proporzioni uguali, solo 9800 droni abbattuti a luglio sarebbero costati all’Ucraina circa $ 1,18 miliardi.

Tuttavia ancora più importanti sono i dati delle rappresaglie russe.che all’alba di stamane primo agosto, hanno colpito I magazzini  “Velmart” di Kiev. In altre 5 areee della Ccapitale ,9 persone sono state uccise e altre 23 sono rimaste ferite nel corso un attacco balistico russo.

Incendi e distruzioni  in cinque aree di Kiev. Nel distretto di Solomensky, 2 persone sono rimaste  uccise e altre 8 ferite per la distruzione di una palazzina d 5 piani che è andata a fuoco insieme alle auto parcheggiate. Nel distretto di Darnytsia, 7 persone sono state uccise e altre 14 sono rimaste ferite nel corso di un attacco a edifici amministrativi e non residenziali, così come nel distretto di Shevchenko con il ferimento di una persona.

Nella notte del 30 luglio, la Russia ha lanciato un massiccio attacco da parte di missili e droni sull’Ucraina. Le direzioni principali dell’attacco sono state Kiev e regione di Leopoli. Sotto attacco anche le regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Kharkiv, Nikolaev, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e Ivano-Frankivsk. Otto persone sono rimaste uccise e altre decine sono ferite.

Negli ultimi 4 giorni I russi colpito 31 navi nei porti ucraini che stanno obbligando Kiev alla consegna del suo grano via terra, mentre mote compagnie marittime hanno vietato alle loro navi l’accesso ai porti ucraini i costi assicurativi alle stelle.

Ma asncora più importante è la rappresaglia russa di pochi giorni fa per la prima volta ha colpito una azienda  di un paese NATO, infatti è stato distrutto  lo stabilimento per la produzione di droni di proprietà di una società americana registrata in Delaware. Secondo l’agenzia di stato, Tass, è sta colpita  “una fabbrica che produceva fino a mille droni di vario tipo al mese”.

 

Non è un caso che ieri Donald Trump abbia dichiarato di non aver ancora approvato le licenze all’Ucraina per la costruzione dei missili Patriot. “Bisogna fare molta attenzione a lasciare che qualcun altro li costruisca” mentre nel frattempo la Russia ne distrugge o ne cattura qualcuno.

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