La guerra di Trump

Medioriente: il testo dell’accordo per il disarmo di Hamas e il ritiro di Israele da Gaza

 

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza e per il ritiro di Israele dalla Striscia. Il testo completo si compone di 15 punti, che rappresentano una tabella di marcia per giungere alla completa attuazione del piano.

PRINCIPI

  1. Tutte le parti riaffermano il proprio impegno nei confronti del Piano di pace globale del presidente Trump per raggiungere la pace a Gaza, che costituisce, insieme alla Risoluzione n. 2803 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il quadro internazionale concordato per guidare l’attuazione di questo processo. Attraverso tale processo, le parti mirano a porre fine al “ciclo di distruzioni”, garantire il completo ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza, ripristinare una vita normale, consentire l’amministrazione palestinese della Striscia, la ricostruzione, la sicurezza, la ripresa economica e lo sviluppo, riabilitare i settori danneggiati e favorire l’avvio di un credibile percorso politico verso l’autodeterminazione e la costituzione di uno Stato palestinese.
  2. Israele completerà senza ritardo tutti gli impegni ancora pendenti previsti dal Protocollo di Sharm el-Sheikh, in particolare la cessazione delle operazioni militari. Hamas e le altre fazioni palestinesi completeranno la cessazione di tutte le operazioni militari conformemente al Protocollo di Sharm el-Sheikh e al Piano di pace. Parallelamente, entro 14 giorni dall’approvazione della tabella di marcia da parte di tutte le parti (termine prorogabile con decisione del Comitato internazionale di verifica – IVC), saranno definiti il calendario e le modalità di attuazione della cosiddetta Fase 2. Una volta completati tali preparativi, il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG) entrerà nella Striscia e inizierà ad assumere le proprie responsabilità. L’IVC, istituito dal Board of Peace (BoP) e composto da rappresentanti dei garanti, del BoP e della Forza internazionale di stabilizzazione (ISF), certificherà che entrambe le parti abbiano adempiuto ai propri obblighi prima dell’avvio della Fase 2.
  3. Il passaggio da una fase alla successiva sarà subordinato alla verifica del pieno adempimento degli obblighi della fase precedente.

La verifica sarà effettuata dall’IVC, che monitorerà inoltre eventuali violazioni mediante un meccanismo rafforzato di controllo.

  1. Hamas e le altre fazioni accettano che tutte le funzioni di governo civile e di sicurezza nella Striscia di Gaza siano trasferite al Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, in conformità con il Piano di pace del presidente Trump. Esse affermano inoltre che il NCAG dovrà operare in piena indipendenza durante il periodo di transizione e che le fazioni non interferiranno nelle sue attività, conformemente alla Risoluzione ONU n. 2803 (2025).
  2. Una volta assunte pienamente le proprie responsabilità, il NCAG garantirà la continuità delle istituzioni civili e dei servizi pubblici. Tutti i dipendenti pubblici saranno trattati nel rispetto della legge, con equità e dignità. Coloro il cui servizio verrà terminato o che saranno collocati in pensione durante il periodo di transizione riceveranno tutti i diritti previsti dalla legislazione palestinese. Con il sostegno internazionale, il NCAG effettuerà una revisione completa della gestione finanziaria e amministrativa di Gaza e proteggerà, recupererà e amministrerà i beni e le risorse pubbliche.

Il NCAG valuterà inoltre gli impegni legittimi verso fornitori, appaltatori e altri soggetti, fino a un massimo complessivo di 400 milioni di dollari, provvedendo alla loro gestione. L’attuazione di tali misure avverrà gradualmente nell’arco di tre anni, secondo le priorità stabilite dal NCAG. Eventuali diritti finanziari, debiti o rivendicazioni non risolti saranno affrontati successivamente nell’ambito di un più ampio processo nazionale e secondo la normativa palestinese.

SICUREZZA

  1. Gaza sarà governata secondo il principio “Un’unica autorità, un’unica legge, un’unica arma”. Il NCAG opererà conformemente alla legislazione palestinese, agli standard internazionali pertinenti e ai principi della buona amministrazione.
  2. Il nuovo personale di polizia addestrato sarà integrato nelle strutture di polizia esistenti. Tutti gli agenti saranno sottoposti a un rigoroso processo di verifica. Chi non soddisferà gli standard richiesti potrà essere assegnato a incarichi civili compatibili con la propria esperienza oppure essere pensionato secondo la legge palestinese. Nessuno sarà privato dei propri diritti economici, in particolare per motivi di appartenenza politica. Tutte le armi della polizia saranno poste sotto la responsabilità e l’autorità del NCAG al suo ingresso nella Striscia.
  3. Dopo il completamento degli obblighi previsti dal Protocollo di Sharm el-Sheikh, l’ingresso del NCAG e il dispiegamento della ISF, inizierà un processo di smantellamento e deposito delle armi pesanti; smantellamento dei siti di produzione militare; deposito degli arsenali; dismissione dei tunnel. Il processo sarà gestito dal NCAG secondo un calendario da definire entro 14 giorni dall’approvazione della tabella di marcia. Esso sarà collegato al ritiro graduale delle forze israeliane dalle aree sotto il loro controllo e al disarmo delle milizie. L’IVC monitorerà e certificherà il processo con il supporto della ISF. Le fazioni palestinesi parteciperanno al processo e nessuna arma sarà trasferita a Israele o ad altre parti non palestinesi. Al termine del processo descritto negli articoli da 7 a 10, solo il NCAG deterrà, conserverà o controllerà armi nella Striscia di Gaza.

L’attuazione dell’accordo dovrà creare le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la nascita dello Stato palestinese.

  1. Le armi personali saranno disciplinate dalla legislazione palestinese. Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza sarà l’unica autorità competente per registrare le armi; rilasciare e revocare licenze; applicare la legge; favorire programmi di reintegrazione e sostegno sociale. Tutte le fazioni, i clan e le componenti della società palestinese dovranno collaborare.
  2. Le armi delle milizie saranno dismesse e custodite sotto l’autorità del NCAG secondo un calendario concordato. I membri delle milizie non saranno integrati nei servizi di sicurezza, né nella polizia. L’IVC certificherà il completamento di questa misura.
  3. Sarà firmato un Accordo per la pace sociale, conforme alle norme e alle leggi palestinesi. Esso conterrà l’impegno a porre immediatamente fine alla violenza interna; evitare rappresaglie; evitare dimostrazioni di forza; evitare parate militari; evitare manifestazioni armate.
  4. Una Forza internazionale di stabilizzazione temporanea sarà dispiegata nella Striscia di Gaza per separare le forze israeliane dalle aree controllate dal NCAG. La ISF non svolgerà funzioni di polizia, né compiti riguardanti la gestione della società palestinese.

Essa avrà invece il compito di monitorare il rispetto del cessate il fuoco; addestrare la polizia palestinese; garantire la protezione e la distribuzione degli aiuti umanitari e dei beni essenziali; sostenere il NCAG, su richiesta, in altre missioni non di polizia.

  1. Le forze israeliane completeranno il proprio ritiro graduale dalla Striscia di Gaza secondo un calendario concordato, coerente con l’articolo 8 della tabella di marcia e con il Piano di pace del presidente Trump, che comprende anche l’impegno a non costringere nessuno a lasciare la Striscia.
  2. Il NCAG sarà responsabile della gestione degli incidenti di sicurezza interna.

RICOSTRUZIONE

  1. La ricostruzione della Striscia di Gaza e la fornitura delle risorse e dei finanziamenti necessari saranno attuate secondo un piano e un calendario predisposti e supervisionati dal Board of Peace e dal NCAG, nel rispetto delle leggi pertinenti e degli standard internazionali.

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