di Giuliano Longo (*)
La situazione nell’oblast di Kharkiv
L’esercito russo è avanzato vicino a Ustinovka, espandendo la sua testa di ponte al confine della regione di Kharkiv, lo riferisce riferisce il bollettino di guerra del centro di rilevazione Deep State.
“Le parti del nord e del nord-est – riporta Deep State – sono già sotto il controllo degli occupanti, mentre il resto del territorio continua a essere tenuto in condizioni difficili. Se le dinamiche attuali persistono, c’è il rischio di perdere l’intero insediamento nel prossimo futuro. Il nemico continua a fare pressione, cercando di completare la pulizia dei resti della nostra difesa e stabilire pienamente il controllo sul Pozzo Bianco, che gli permetterà di migliorare le sue posizioni tattiche in questa direzione”.
Secondo l’esperto militare francese Clemann Molen questa avanzata è stata preceduta da intensi attacchi aerei . con l’uso di centinaia di bombe FAB che hanno consentito ai russi di entrare a Cossack Lopan a nord-ovest di Kharkov, dove nelle ultime settimane ci sono stati scontri con i militari ucraini.
Dopo l’occupazione di Volchansk, i russi continuano ad avanzare a sud della città, anche attraverso le foreste con l’obiettivo di favorire l’attraversamento fiume, che passa attraverso Volchansk e serve il confine naturale della difesa.
L a Russia si preparerebbe quindi a entrare in Ucraina attraverso la regione di Chernihiv, come riferisce l’intelligence ucraina, creando una minaccia che costringerà il comando ucraino a trasferire altre unità nella regione di Chernihiv
La strategia russa per il prossimo inverno
Come già evidenziato nelle precedenti campagne invernali, il comando militare e politico russo considera le condizioni meteorologiche estreme non un semplice fattore ambientale, ma un vero e proprio moltiplicatore di forza strategico.
La strategia di Mosca per il prossimo inverno si delineerà lungo direttrici tattiche e strategiche ben precise. La prima risiede nel perfezionamento degli attacchi contro la rete di generazione e distribuzione dell’energia con attacchi diffusi su tutto il territorio, ora punta su raid combinati e ripetuti su centrali termoelettriche, impianti di cogenerazione e infrastrutture di stoccaggio del gas naturale). L’obiettivo è impedire le riparazioni rapide e creare blackout strutturali continui nei grandi centri urbani.
Per raggiungere i propri obiettivi Mosca punta a stremare la difesa antiaerea ucraina attraverso una strategia di saturazione economica e di volume. Una volta saturate o identificate le posizioni delle batterie di difesa aerea, vengono lanciati missili balistici (Iskander-M, Kinzhal) e missili da crociera a bassa quota per colpire con precisione bersagli ad alto valore.
Ci sono poi gli effetti psicologici sulla popolazione. Rendere invivibili metropoli come Kyiv, Kharkiv, Dnipro e Odessa con le interruziont prolungate di acqua, riscaldamento e comunicazioni gcostringono le amministrazioni locali e il governo federale, distogliendo risorse ed energie dal sostegno alle operazioni al fronte.
Paralisi logistica nelle retrovie del fronte e le contromisure ucraine
Sul piano strettamente militare, la combinazione di fango, gelo e raid sulle infrastrutture mira a bloccare le linee di rifornimento al fronte. La rete ferroviaria ucraina, fortemente elettrificata, rappresenta l’ossatura logistica per il trasporto di munizioni, mezzi pesanti e truppe.
Colpire i nodi di alimentazione ferrovie costringe Kyiv a ricorrere a motrici diesel più lente, meno numerose e più vulnerabili alla ricognizione dei droni. Nelle regioni orientali e meridionali, il congelamento delle strade e il blocco delle forniture locali di elettricità compicano anche la gestione sanitaria dei feriti e il cambio dei turni nelle trincee.
Di fronte a questa potenziale offensiva invernale, la resilienza ucraina poggerà sulla nstallazione diffusa di micro-turbine a gas, generatori industriali forniti dai partner occidentali e impianti solari in particolare per alimentare i servizi critici (ospedali, stazioni di pompaggio acqua, hub di riscaldamento).
Verranno aumentate le squadre mobili d’intercettazione equipaggiate con armi automatiche, sistemi di disturbo elettronico (EW) e droni intercettori che tuttavia riducono molto raramente l’mpatto dei missili balistici russi. per riservare i missili guidati solo contro le minacce balistiche.
Ben più importante l’estensione della campagna ucraina di attacchi con droni a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche e le raffinerie all’interno del territorio russo, con l’obiettivo di imporre a Mosca un costo economico e logistico equivalente.
Infauste prospettive
Ma la resilienza ucraina è sempre più legata al sostegnoe europeo in termini finanziari e militari. Se la fornitura di missili Patriot e non solo, è vincolata alle capacità produttive degli Stati Uniti impegnati su altri fronti, è difficile credere che la strategia di logoramento della Russia da parte dell’Occidente possa determinare risultati immediati se non il capovolgimento della situazione addirittura a favore di Kiev.
Semmai è più logico rinere che che il conflitto prosegua almeno per tutto il 2027 con incaòlcolabili danni per la Russia, ma sopratutto per Ucraina che, in caso di pace, si troverà ad affrontare una ricostruzione dai costi incalcolabili, pur vantando l’esercito più forte d’Europa, ma non della Russia
(*) Analista geopolitico ed esperto di relazioni internazionali
