Cronaca

Amianto, condanna definitiva del ministero della Difesa

Il Tribunale di Lecce riconosce 692.247,00 euro ai figli di un ex dipendente dell’Arsenale di Taranto

 

di Massimo Maria Amorosini

 

AMIANTO, CONDANNA DEFINITIVA DEL MINISTERO DELLA DIFESA.
IL TRIBUNALE DI LECCE RICONOSCE 692.247,00 EURO AI FIGLI DI UN EX DIPENDENTE DELL’ARSENALE DI TARANTO.

L’uomo, di Monteiasi, aveva lavorato per oltre quarant’anni alle dipendenze civili della Marina Militare. È morto nel maggio 2019 per un mesotelioma pleurico diffuso e inoperabile.

Diventa definitiva la sentenza con cui il Tribunale di Lecce ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 692.247,00 euro i tre figli di un lavoratore di Monteiasi, in provincia di Taranto, deceduto il 15.05.2019 a causa di un mesotelioma pleurico contratto per l’esposizione ad amianto durante il servizio all’Arsenale militare del capoluogo ionico.

Il provvedimento, passato in giudicato, riconosce a ciascuno dei tre figli il danno non patrimoniale per la perdita del padre. Il Ministero dovrà inoltre farsi carico delle spese di lite e degli oneri della consulenza tecnica d’ufficio.

Una vita all’Arsenale

La vicenda professionale dell’uomo si era svolta quasi interamente all’interno dell’Arsenale della Marina Militare di Taranto. Vi era entrato giovanissimo nel 1959, attraverso la Scuola Allievi Operai, per poi proseguire alle dipendenze civili della Marina fino al pensionamento, nel marzo 2006, prima come tipografo, successivamente con mansioni amministrative. Oltre quarantaquattro anni di servizio, interrotti soltanto dai diciotto mesi di leva svolti come meccanico attrezzista presso l’Arsenale di La Spezia. Un percorso durante il quale, secondo quanto accertato in giudizio, era stato esposto alle fibre di amianto.

La malattia si manifesta nel 2018, in forma diffusa e già inoperabile. Le condizioni peggiorano rapidamente nei mesi successivi, fino al decesso, avvenuto nella sua Monteiasi il 15.05.2019, quando l’uomo aveva 74 anni.

Il nesso causale e la quantificazione del danno

La consulenza tecnica disposta dal giudice ha individuato nel mesotelioma la causa preponderante della morte, confermandone il legame eziologico con l’esposizione professionale all’amianto. Nel determinare l’entità del risarcimento, il Tribunale ha considerato l’età della vittima e quella dei familiari, attribuendo un peso specifico anche all’intensità del legame affettivo tra il padre e i figli.

Particolarmente rilevante è il passaggio della motivazione dedicato alla conoscibilità del rischio. I giudici rilevano come sia emerso con chiarezza il contatto del lavoratore con le sostanze nocive, «nonostante fosse fatto notorio la pericolosità dell’esposizione a sostanze altamente tossiche quali l’amianto».

 

Le dichiarazioni del legale Avv. Ezio Bonanni: «Non era un rischio imprevedibile»

Un rilievo su cui si sofferma Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei familiari: «C’è un dato che le sentenze stanno facendo emergere con sempre maggiore chiarezza: la pericolosità dell’amianto era già conosciuta e questi lavoratori avevano diritto a essere protetti. Non possiamo continuare a considerare quanto accaduto come il risultato di un rischio imprevedibile. Parliamo di uomini che hanno trascorso una parte importante della propria vita al servizio dello Stato e che, a distanza di anni, ne hanno pagato le conseguenze con la malattia e, troppo spesso, con la vita. È una verità con la quale le istituzioni devono confrontarsi

La pronuncia si inserisce nel filone dei contenziosi che da anni interessano gli arsenali militari italiani, luoghi in cui l’impiego massiccio di amianto nella coibentazione di navi e impianti ha lasciato una scia di patologie asbesto-correlate tra il personale civile e militare.

Prosegue l’impegno dell’Osservatorio Vittime del Dovere APS e dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto APS, con tutto lo staff legale di cui fa parte l’Avv. Veronica Scigliano, l’Avv. Lidiana Belfiore, l’Avv. Giorgia Cicconi, la Sig.ra Francesca Piredda e la Dott.ssa Federica Pacca.

Per poter accedere al servizio gratuito è sufficiente domandare la consulenza con email a: osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294.

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