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Draghi sui vaccini: “Biden ha aperto la porta, ma prima dei brevetti va rimosso il blocco sull’export”

FILE - In this Thursday, Nov. 12, 2015 file photo President of the European Central Bank Mario Draghi as he addresses the committee on economic and monetary affairs at the European parliament in Brussels. Europes modest economic recovery is finally showing signs it might be the real deal, after years of sluggishness and false starts. And that has helped European Central Bank head Mario Draghi hit the pause button on his 1.5 trillion euro stimulus machine. (ANSA/AP Photo/Geert Vanden Wijngaert, File)

La posizione di Biden deve ancora essere capita nella sua completezza ma viene da una constatazione: ci sono milioni di persone che stanno morendo”. Dall’altra parte “le grandi case farmaceutiche hanno avuto sostegni governativi imponenti. Un’applicazione temporanea circoscritta non dovrebbe costituire un grande disincentivo alla produzione dei vaccini”. Lo dice il premier Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il Consiglio europeo di Porto.
“La situazione è però molto più complicata di quanto si possa pensare” con la sola discussione sui brevetti. “Bisognerebbe fare cose più semplici tipo la rimozione delle limitazioni alle esportazioni dei vaccini che interessa Regno Unito e Stati Uniti”, aggiunge Draghi.
“La seconda cosa da fare – spiega – è accelerare la produzione con il trasferimento tecnologico e l’individuazione di nuovi siti. Tutto questo va fatto verso Paesi che non hanno accesso ai vaccini e ai denari. Ci sono vari programmi, come Covax, ma sono insufficienti. Il merito di questa proposta è di aver aperto una porta. Che sia una mossa tattica e diplomatica degli Usa per battere la politica internazionale del vaccino che fanno Russia e Cina, io non lo credo. I numeri dati oggi sono una cosa molto buffa. Non sono avversari su questo piano tali da impensierire gli Stati Uniti”.
“E’ la fine di un lungo viaggio nel campo dei diritti sociali. Ci sono voluti 4 anni per condividere una prima forma di coordinamento nel campo del lavoro e sopratutto dei diritti sociali”, dice il premier Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il consiglio europeo informale di Porto.
“Credo – aggiunge – che non sarebbe stato possibile se il Regno Unito fosse ancora membro dell’Unione europea”, visto “che si era tenacemente opposto a un intervento in questo senso ritenendo che fosse un campo di esclusiva competenza nazionale. Ora i Paesi cominciano ad accettare che ci può essere un’azione di miglioramento e della tutela dei diritti sociali”.
Draghi aggiunge: “Al di la’ dell’apparenza della dichiarazione che è relativamente contenuta nei contenuti, è un passo importante“.
“Bisogna riaprire ma in sicurezza calcolando il rischio che si corre. E’ importante essere graduati anche per capire quali riaperture hanno più effetto sui contagi e quali meno”, ha aggiunto Draghi.

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