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Lavoro: Amazon-Swg, 58% italiani favorevole a donare ferie a colleghi in difficoltà

“Più della metà dei lavoratori italiani (57%) ha almeno un compito di cura verso anziani, bambini o persone con disabilità e quasi uno su cinque ha esaurito tutte le ferie disponibili negli ultimi dodici mesi per far fronte a queste responsabilità”. È quanto emerge da una ricerca SWG commissionata da Amazon su un campione di oltre 1.000 dipendenti del settore pubblico e privato. L’indagine rivela “anche una forte propensione alla solidarietà tra colleghi: quasi sei lavoratori su dieci sono disposti a donare uno o più giorni di ferie a un collega in difficoltà”. In occasione del lancio della nuova policy di un programma di ferie solidali per i dipendenti della propria rete logistica, Amazon ha commissionato all’istituto di ricerca SWG una ricerca su un campione di lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con “l’obiettivo di comprendere quanto i compiti di cura incidano sulla vita lavorativa delle persone e quale ruolo possano svolgere strumenti come le ferie solidali”. I risultati evidenziano come “il caregiving, ossia l’assistenza a familiari non autosufficienti, rappresenti ormai una componente strutturale della vita professionale: il 57% dei lavoratori italiani dichiara di avere almeno un compito di cura nei confronti di anziani, bambini o persone con disabilità e, per il 32%, questa responsabilità è continuativa”. Il carico assistenziale “riguarda soprattutto gli anziani, seguiti dal 47% degli intervistati, spesso anche quando non convivono con il lavoratore, mentre il 24% si prende cura di bambini tra 0 e 6 anni e una quota analoga assiste persone con disabilità. Questa responsabilità si traduce in un ricorso frequente agli strumenti individuali di conciliazione: negli ultimi dodici mesi il 53% dei caregiver ha utilizzato normali permessi di lavoro, il 46% parte delle proprie ferie e il 19% ha consumato tutte le ferie disponibili per rispondere alle necessità di cura. Il 26% ha inoltre dovuto ricorrere a personale esterno a pagamento, mentre il 13% ha già utilizzato ore o giorni ceduti da altri colleghi”. Le situazioni che generano maggiore solidarietà “sono l’assistenza a un familiare colpito da una grave malattia improvvisa, per la quale donerebbe il 70% degli intervistati, e la cura continuativa di una persona con grave disabilità, indicata dal 62%”. Tra i lavoratori che hanno compiti di cura, “il 49% utilizzerebbe ferie solidali qualora fossero disponibili nella propria organizzazione, mentre il 20% dichiara che non ne farebbe ricorso”. In quest’ultimo gruppo, al di là di chi ritiene di non averne bisogno, “emergono soprattutto barriere di natura psicologica e relazionale: il 29% non vorrebbe sentirsi in debito con i colleghi, il 26% proverebbe imbarazzo nel formulare la richiesta e il 19% temerebbe di mettere in difficoltà le persone chiamate a sostituirlo. Quasi assente, invece, la preoccupazione che il proprio responsabile possa ostacolare l’utilizzo dello strumento, citata soltanto dal 3%”. A fronte di un bisogno così diffuso, “i servizi aziendali dedicati restano però ancora limitati: le ferie solidali risultano presenti nel 32% delle organizzazioni e, in oltre la metà dei casi in cui esistono, sono considerate difficili da utilizzare; inoltre, circa il 20% non conosce i servizi messi a disposizione dalla propria azienda. La ricerca restituisce tuttavia un atteggiamento ampiamente favorevole verso questo strumento”. “L’87% dei lavoratori considera le ferie solidali un segno di civiltà, l’83% ritiene fondamentale poter disporre di qualche giorno aggiuntivo quando i compiti di cura diventano particolarmente gravosi e l’82% pensa che tutte le aziende dovrebbero introdurre iniziative di questo tipo”, si legge inoltre. Per il 74%, inoltre, “le ferie solidali contribuirebbero ad aumentare la solidarietà e l’attenzione reciproca tra colleghi”. “Anche la disponibilità a partecipare è significativa: il 58% dei lavoratori sarebbe disposto a donare uno o più giorni delle proprie ferie, prevalentemente uno o due, con una propensione che sale al 63% tra quadri, dirigenti e manager”. La maggioranza esprime inoltre “apertura verso un sistema non legato al proprio gruppo di lavoro: il 43% donerebbe indistintamente a qualsiasi collega dell’azienda che ne avesse bisogno, mentre il 41% preferirebbe sostenere una persona del proprio team ma sarebbe comunque disponibile ad aiutare anche altri dipendenti”. La ricerca “conferma così che l’efficacia delle ferie solidali dipende non soltanto dalla disponibilità individuale a donare, ma anche dalla capacità delle organizzazioni di costruire un sistema trasparente, riservato e facilmente accessibile, in grado di trasformare la solidarietà tra colleghi in un supporto concreto”.

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