Economia e Lavoro

Banche: First Cisl, boom utili in I sem., oltre 15 mld per cinque maggiori gruppi

 

Prosegue nel primo semestre del 2026 la crescita della redditività dei cinque maggiori gruppi bancari italiani. Gli utili netti si attestano complessivamente a oltre 15 miliardi di euro, in aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante la sostanziale stabilità degli interessi netti (-0,2%). Sono dati rilevati nell’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl sui conti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper. A sostenere la crescita degli utili, si sottolinea nell’analisi, sono soprattutto l’aumento delle commissioni nette (+6,3%) e il forte incremento del risultato dell’attività assicurativa (+24,2%), che confermano “il peso crescente del risparmio gestito e dei servizi di wealth management nella composizione dei ricavi bancari”. Nel primo semestre del 2026 si riducono inoltre, procede l’analisi, dell’1,1% i costi operativi, mentre il costo del personale resta stabile. Il cost/income scende al 37,2%, dal 39,6% registrato nello stesso periodo del 2025, mantenendosi nettamente al di sotto della media stimata dei principali competitor europei, pari al 50,7%. Prosegue inoltre la riduzione dell’incidenza del costo del personale sui proventi operativi, passata dal 24,3% al 23,1%. Il dato conferma un andamento di lungo periodo: rispetto al 31,8% rilevato alla fine del 2022, l’incidenza del costo del lavoro sui ricavi si è ridotta di 8,7 punti percentuali. Cresce anche il rapporto tra risultato netto di gestione e proventi operativi, che raggiunge il 59,1%, rispetto al 36% del 2022. A confermare l’elevato livello di redditività delle 5 big si evidenzia che il Roe al 30 giugno 2026 è pari al 15,1%, mentre la media delle banche europee significant al 31 marzo 2026 era 10,02%. “I risultati del primo semestre confermano l’eccellente redditività del sistema bancario italiano e livelli di efficienza che collocano il settore ai vertici europei. Il Roe si mantiene infatti significativamente al di sopra della media europea e il rapporto tra il costo del lavoro e i proventi operativi ha registrato un drastico calo (-8,7 p.p.) dal dicembre 2022 al giugno di quest’anno, scendendo al 23,1%: un livello davvero molto basso che attesta che l’efficienza è ai massimi livelli”, commenta il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani. “D’altra parte i ricavi crescono e il costo del lavoro risulta stabile rispetto al primo semestre dello scorso anno. Col risiko che impazza – prosegue Colombani – le pressioni al risultato sono sempre più forti perché nessuno vuol rimanere indietro. È una prova di forza permanente per accaparrarsi quote di mercato e aumentare la profittabilità. Non è un caso che si tratti del miglior semestre di sempre. Alla fine, gli azionisti intascano ricchi dividendi e il valore delle azioni continua a crescere. È un film che abbiamo già visto negli ultimi anni”. “Per mettere a terra il ridisegno della finanza nazionale saranno necessarie riorganizzazioni del lavoro a dir poco molto significative. Per tutte queste ragioni, il rinnovo del contratto nazionale non può non essere una priorità anche per i banchieri. Servono rinnovate tutele normative, necessarie anche per gestire la sfida epocale dell’AI. Ed è necessario redistribuire a lavoratrici e lavoratori il grande valore prodotto in base alle richieste economiche unitarie. Insomma – conclude Colombani – è arrivato il momento di dare valore al lavoro”.

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