“Le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. Diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione su quanto successo a Ceuta.
“Revocheremo lo stop a Schengen solo dopo che saranno esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”
L’unico obiettivo del governo “è la tutela della sicurezza nazionale. È per questo che stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di contr
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