Economia e Lavoro

Consumatori, fiducia nell’estate ma poi…

Istat: Codacons, fiducia consumatori, clima vacanziero migliora ottimismo

“Sull’indice della fiducia dei consumatori incide il clima vacanziero che si registra nel mese di agosto”. Lo afferma il Codacons commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.

“L’incremento della fiducia dei consumatori è da attribuire ad un generale ottimismo legato alle ferie estive degli italiani – spiega l’associazione -. Il vero banco di prova sarà però a settembre, quando cioè gli italiani saranno alle prese con le spese legate al rientro dalle vacanze, a partire da quelle per la scuola per le famiglie che hanno figli”. “A settembre sarà inoltre possibile capire gli effetti reali dell’escalation dei carburanti e degli energetici registrata nel mese di agosto, e le conseguenze sui prezzi al dettaglio e sui bilanci delle famiglie, fattori che rischiano di determinare una inversione di tendenza per la fiducia di consumatori e imprese”, conclude il Codacons.

 

 

Istat: Federconsumatori, ottimismo clima di vacanza è destinato a finire presto

“Gli italiani in vacanza sono più ottimisti: è quanto si evince anche dai dati pubblicati dall’Istat sulla fiducia dei consumatori ad agosto, secondo cui l’indice cresce segnando sia un miglioramento del clima economico, sia, in maniera più contenuta, di quello futuro. Purtroppo, la situazione reale è ben diversa, specialmente per chi è già rientrato pagando a caro prezzo i carburanti e per chi non si è potuto permettere di partire per le vacanze. L’ottimismo è destinato a svanire: insieme ai rincari di benzina e gasolio sono in arrivo aumenti per scuola, riscaldamento, energia, beni alimentari”. Lo afferma Federconsumatori in una nota, spiegando che si tratta di “un andamento che non potrà che peggiorare la già grave situazione di rinunce e tagli messi in atto dalle famiglie: i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori rilevano già ora un calo del consumo di carne e pesce pari -16,9%; la caccia alle offerte, o ai prodotti prossimi alla scadenza, abitudine adottata dal 52,5% dei cittadini; l’aumento della spesa presso i discount del +12,2%”. “Di fronte a questa situazione il Governo continua a non voler affrontare con decisione la questione dei carburanti e a non dare priorità agli interessi delle famiglie”, afferma Federconsumatori. “Gli interventi (insufficienti) sulle accise sono stati completamente assorbiti dai rincari e dai sovrapprezzi applicati alla pompa, che determinano ricadute di oltre 519,50 euro annui a famiglia (tra costi diretti e indiretti). Per arginare questa emergenza è necessario uno sforzo più deciso: il Governo si decida ad intaccare anche gli interessi delle grandi imprese energetiche (e non solo), applicando una tassazione adeguata degli extraprofitti e un incremento della tassazione delle grandi rendite finanziarie”, aggiunge Federconsumatori. “È l’unico modo per ristabilire equità e trovare i fondi necessari ad avviare alcune misure ormai improrogabili, quali: un taglio adeguato delle accise, per tutto il tempo necessario, di almeno 20 centesimi sulla benzina e 25 sul diesel; la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 530 euro annui a famiglia); un bonus energia più consistente, adeguato ad affrontare l’autunno e l’invero; la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare; l’avvio di determinate azioni di verifica e contrasto a intollerabili fenomeni speculativi sui prezzi lungo le filiere”, conclude l’associazione.

Istat: Unc, su fiducia, effetto vacanze, ma arriva stangata rientro

“Effetto vacanze. Dato ottimo, ma certamente influenzato, come sempre, dalle le ferie che contribuiscono a ridare fiducia agli italiani. Il problema è che è in arrivo la stangata del rientro, che farà tornare gli italiani con i piedi per terra. Si tratterà di vedere, cioè, se a settembre, tra caro carburanti, caro scuola e caro bollette della luce schizzate in alto per via dell’uso dei condizionatori, conserveranno ancora lo stesso ottimismo”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il dato Istat sulla fiducia dei consumatori di agosto. “In tal senso, un primo campanello di allarme, è che se migliora il giudizio sulla situazione economica della famiglia, peggiora quello sulle attese, quindi sulle prospettive future. Evidentemente gli italiani sono già consapevoli dell’autunno caldo che li attenderà sul fronte dei prezzi”, conclude Dona.

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