I recenti attacchi russi condotti tramite droni Geran e missili contro le località di Myla (Mila) e Vyshneve, nella regione di Kiev, hanno provocato violente esplosioni secondarie che hanno raso al suolo interi quartieri residenziali e causato decine di vittime civili.
Tuttavia, contrariamente alla narrativa di una semplice operazione di intelligence russa guidata esclusivamente da “spie locali”, la stampa ucraina (tra cui The Kyiv Independent, Ukrainska Pravda e Suspilne) e le dichiarazioni ufficiali delle autorità di Kiev mettono in luce una realtà ben più complessa.
La posizione dei media e delle autorità ucraine
Negligenza e stoccaggio illegale: Il punto centrale sollevato dai media ucraini e confermato dallo stesso presidente Volodymyr Zelensky non riguarda solo la capacità di intelligence russa, ma un’ipotesi di grave “criminale negligenza” interna.
A Myla e Vyshneve, enormi quantitativi di munizioni, droni ed esplosivi appartenenti a imprese della difesa e alle Forze Armate erano stati stoccati a ridosso di abitazioni civili (in alcuni casi a meno di 18 metri dai condomini), in palese violazione delle leggi e delle direttive del Stato Maggiore.
Indagini dell’SBU (i servizi di sicurezza ucraini) e della Procura e delle le forze dell’ordine hanno aperto inchieste ufficiali su due fronti:Infiltrazioni e spie. Si analizza la possibilità che collaborazionisti locali abbiano segnalato la precisa localizzazione dei depositi ai russi.
Ma si stanno monitorando i funzionari e i responsabili della logistica militare che hanno autorizzato l’allocazione di depositi ad alto rischio in zone dense di popolazione.
Reazione delle istituzioni
Zelensky e i vertici militari hanno definito “inaccettabile” la presenza di questi siti in aree abitate. Il tragico impatto dell’esplosione secondaria a Myla (che ha provocato decine di morti e centinaia di sfollati) ha portato l’amministrazione regionale a proclamare giornate di lutto e a richiedere verifiche immediate su tutti i depositi nell’oblast di Kiev.
Mentre la Russia descrive gli attacchi come la distruzione chirurgica di importanti arsenali strategici e depositi di missili g- uidata da informatori del posto – i reporter e gli analisti ucraini pongono l’accento sul fattore umano e logistico interno: la combinazione tra i raid russi con droni/missili e la discutibile gestione dello stoccaggio delle armi , ha trasformato gli attacchi in veri e propri disastri civili.
GiElle
Foto La Presse
