Gli esecutori materiali dell’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci chiederanno, nell’eventuale processo a loro carico, di essere giudicati con il rito abbreviato. L’intenzione è stata anticipata dai difensori agli inquirenti a piazzale Clodio, dopo essere stata già riferita ai cronisti all’uscita del carcere di Rebibbia, al termine degli interrogatori della scorsa settimana. La richiesta potrà essere formalizzata solo dopo la chiusura delle indagini e l’eventuale rinvio a giudizio che chiederà la Procura di Roma. In caso di condanna, i presunti autori materiali rischiano una pena compresa tra gli otto e i dieci anni di reclusione. Scegliendo il rito abbreviato, invece, potrebbero beneficiare della riduzione di un terzo della pena prevista dalla legge. Il quadro accusatorio, allo stato, resta quello delineato dai pubblici ministeri e già ritenuto solido sia dal Tribunale del Riesame sia dal Giudice per le indagini preliminari nei provvedimenti cautelari. Proseguono invece le indagini su Gomes Tavares, considerato dagli investigatori come il factotum di Valter Lavitola e tuttora irreperibile. Sotto la lente d’ingrandimento di chi indaga anche i suoi rapporti economici con Lavitola. Decisive potrebbero rivelarsi le analisi informatiche forensi sui telefoni cellulari e sui computer sequestrati ai quattro indagati e allo stesso Lavitola.ù
