“Le previsioni meteo sono chiare: nuova ondata di caldo africano, la sesta da maggio, almeno fino a martedì 8 settembre. Temperature fino a 8-10 gradi sopra la media in questo mese non possono essere considerate soltanto una piacevole prosecuzione dell’estate. Dopo mesi di caldo, una nuova fase con punte vicine ai 38 gradi può rappresentare un ulteriore stress per l’organismo, soprattutto per anziani, fragili, cardiopatici e persone con patologie respiratorie o renali. Una vera e propria emergenza sanitaria, l’ennesima da maggio. Il rischio è anche quello di abbassare la guardia dal punto di vista sanitario perché il calendario dice settembre, mentre con queste temperature restano valide tutte le precauzioni estive: idratarsi frequentemente, evitare attività fisica e permanenza al sole nelle ore più calde, prestare attenzione ai farmaci e controllare anziani e persone sole. Ondate di calore così tardive e persistenti confermano quanto il cambiamento climatico sia ormai anche un problema concreto di sanità pubblica”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, past president di ANPAS e vicepresidente di Samaritan International. “Ecco le 10 regole fondamentali per la salute per difendersi dal caldo intenso soprattutto a settembre dopo quassi quattro mesi di ondate di calore. Idratarsi d’anticipo senza aspettare lo stimolo della sete: Bisogna bere acqua regolarmente durante tutta la giornata. Con l’avanzare dell’età il meccanismo della sete si attenua, rendendo gli anziani particolarmente vulnerabili alla disidratazione. Evitare categoricamente gli alcolici: Le bevande alcoliche aumentano la vasodilatazione e favoriscono una repentina riduzione della pressione arteriosa, oltre ad accelerare la perdita di liquidi. Gestire con cautela l’uso dei condizionatori: Gli sbalzi termici improvvisi bloccano le barriere protettive dell’apparato respiratorio. Questo facilita la diffusione di virus estivi e autunnali (come rhinovirus o coronavirus), causando i classici malanni di fine stagione. Evitare l’esposizione e l’attività fisica nelle ore centrali: Ridurre gli spostamenti e lo sforzo fisico all’aperto tra le 11:00 e le 18:00, pianificando le attività nei momenti più freschi della giornata. Non modificare autonomamente le terapie farmacologiche: Chi assume medicinali per la pressione, protettori cardiaci o diuretici non deve mai variare i dosaggi da solo. Il caldo potenzia l’effetto dei farmaci ipotensivi, quindi ogni modifica va concordata con il proprio medico. Prestare massima attenzione all’umidità (discomfort termico): Il vero pericolo non è solo la temperatura assoluta, ma l’alto tasso di umidità. L’afa impedisce la corretta evaporazione del sudore, ostacolando la naturale termoregolazione del corpo. Monitorare il riposo notturno durante le ‘notti tropicali’: Quando la temperatura notturna non scende sotto i 24-25°C, il corpo non riesce a recuperare dal punto di vista fisiologico. Diventa essenziale rinfrescare la camera da letto prima di coricarsi. Seguire un’alimentazione leggera e frazionata: Consumare pasti piccoli ma frequenti, ricchi di frutta e verdura di stagione.
Questo aiuta a reintegrare i sali minerali persi con il sudore senza appesantire la digestione. Indossare indumenti adeguati e proteggersi dal sole: Utilizzare abiti leggeri, di colore chiaro e in fibre naturali (come cotone o lino) che facilitano la traspirazione della pelle. Ascoltare i segnali d’allarme del corpo”, conclude Pregliasco.
