di Antonella Sperati (*)
Nella splendida cornice del Circolo Sottoufficiali della Marina Militare di Venezia il 18 aprile, si terrà un incontro di grande rilevanza, il libro la corporazione NUS E C.S.In. Onlus Presidente Dott. Raffaele Ferraresso, che si fonde con Homo Novus Presidente Ing. Osvaldo Pasqual, Relatori di grande prestigio scientifico: Dr. Tiziano Gastaldi, specialista in reumatologia e co-fondatore AMBB, Dr. Franco Giovannini, Prof. Piergiorgio Spaggiari, che affronteranno il rapporto tra medicina, biofisica, lettura sistemica del paziente e nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche. Al centro dell’incontro vi sarà una domanda di fondo: può la medicina ritrovare il proprio senso solo tornando a considerare il paziente come persona intera, e non come somma di organi. Modera l’Ing. Osvaldo Pasqual, Presidente Associazione HOMO NOVUS. Il NUS, la Nuova Unione del Sapere e del Saper Essere, nasce perché è necessario, come presa d’atto del fatto che l’uomo ha smarrito il proprio posto nell’universo e da troppo tempo si comporta come se fosse il padrone del reale, mentre ne è solo una parte infinitesimale. E qui sta il punto. Noi siamo piccoli. Infinitamente piccoli. Talmente piccoli da dover arrossire ogni volta che un uomo, uno Stato, una religione, una ideologia o un impero pretende di mettersi al centro del mondo. Talmente piccoli da dover capire che ogni affermazione di supremazia è già una bestemmia contro l’ordine del tutto. Talmente piccoli da dover ricordare che l’universo non è una proprietà privata dell’uomo, ma il contesto immenso dentro il quale noi nasciamo, viviamo, ci riproduciamo, moriamo e, con tutta probabilità, continuiamo in forme che non comprendiamo. Perché questo è il punto che il NUS vuole riportare al centro: noi non siamo caduti qui per caso come detriti di una esplosione senza senso. Siamo parte di un ordine. Di un ordine che non comprendiamo interamente, ma nel quale siamo immersi. L’universo è il tutto, l’insieme, l’universale, il luogo e il non-luogo dentro cui ogni cosa trova una relazione. E l’uomo ha dimenticato di essere solo uno degli ingranaggi di questo sistema, non il regista, non il proprietario, non il despota. La natura sembra funzionare con equilibri, compensi, autonomie, tempi diversi. L’uomo invece invade, forza, altera, rompe, pretende. E poi si stupisce delle reazioni del sistema, come se il sistema dovesse sopportare indefinitamente la nostra arroganza. Io penso invece che tutto tenda all’equilibrio, e che sarebbe più corretto dire non che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ma che a ogni azione corrisponde una reazione che tende a ritrovare l’equilibrio. E l’equilibrio può anche ritrovarsi togliendo di mezzo ciò che lo perturba. Questo dovrebbe bastare a ridimensionare l’uomo. Noi siamo atomi coordinati e integrati. Strutture temporanee di materia, energia, informazione, relazione. Ma quegli atomi non spariscono. Si trasformano. Passano di stato, di forma, di organizzazione. E allora la domanda vera non è solo che cosa siamo adesso, ma che cosa continui a essere di noi quando questa composizione si scioglie. Magari ciò che chiamiamo anima finisce da qualche parte. Magari svanisce. Magari si ricompone in modi che ci sono radicalmente preclusi. Non lo sappiamo. E forse non possiamo saperlo davvero. Ma proprio questa ignoranza dovrebbe renderci più umili, non più arroganti .Per questo il 18 aprile a Venezia non si presenta semplicemente un libro. Si annuncia una visione. Una filosofia di vita. Un tentativo di riportare l’uomo dentro il tutto, e non sopra il tutto. Di passare dall’io al noi, e dal noi all’universo. Non una filosofia di potenza, ma una filosofia di collocazione. Non il delirio dell’uomo che vuole dominare il cosmo, ma il ritorno dell’uomo alla coscienza del proprio limite. L’incontro, come indicato nella locandina, potrà essere seguito anche via web in streaming, previa registrazione. E forse meriterebbe davvero di essere seguito e condiviso proprio per questo: non perché siamo tanti, ma perché siamo pochi a parlare di qualcosa che riguarda tutti.
(*) Giornalista
