Esteri

       Ursula von der Leyen: un problema da affrontare

European Commission President Ursula von der Leyen speaks with the media as she arrives for a meeting of the European Political Community in Yerevan, Armenia, Monday, May 4, 2026. (AP Photo/Anthony Pizzoferrato) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

 

di Fabrizio Pezzani (*)

Il 23 luglio 2024 scrivevo su “ Strumenti politici “ come la nomina della Ursula von der Leyen fosse una nomina antistorica e pericolosa per la deriva autoritaria che poteva dare alla Ue come poi i fatti hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno. Si evidenzia la sua mancanza di realismo e di cultura storica ed la sua pericolosità che si fatica ad accettare per paura di fare saltare gli interessi che lei rappresenta  e gli equilibri precari di una governance che sembra sempre di più un castello di carte esposto a mille correnti e sempre più debole.

In un clima di crescente ostilità si erano svolte le elezioni del nuovo parlamento Europeo e la nomina poi del nuovo Presidente. In realtà il candidato era uno solo, senza alternative: Ursula von der Leyen. Già questa situazione dimostrava un’incapacità di andare verso il nuovo in un mondo che cambia rapidamente ed oggi i fatti odierni lo dimostrano drammaticamente. Era quello un momento storico in cui si richiedeva una nuova anima ed un nuovo pensiero per potere fare fronte alle sfide dell’ambiente fortemente mutevole e caratterizzato da con una forte dialettica fra le parti per evitare l’immobilismo intelletualmente catatatonico del precedente Parlamento e del suo rinnovato Presidente.

L’Europa ha manifestato da troppo tempo una forma  nella sua governance un appiattimento verso decisioni esterne che l’hanno resa fortemente dipendente dalla posizione assunta in questi anni dagli Stati Uniti. Una scelta che ha determinato il venire meno dell’autonomia di pensiero e la creatività politica necessaria per creare un bilanciamento positivo che potesse rendere l’Europa un soggetto politico con una sua identità e non solo un utile esecutore di politiche altrui. Di fronte al dramma dell’Ucraina vittima dello scontro tra Usa e Russia non ha capito il ruolo che poteva avere la UE in un confronto aperto e realistico sulle possibili soluzioni di una guerra funzionale agli interessi degli Usa e di una Nato che non si capisce più cosa debba realisticamente rappresentare ma che deve fagocitare tutti in un abbraccio mortale sul tema di una guerra che la Russia non farà mai all’Europa.

Ursula von der Leyen ha impersonificato perfettamente questa sudditanza  verso gli Usa priva di slanci creativi in grado di far mettere a terra i problemi veri, non accontentandosi di posizioni autoteferenziali perdenti. In questo senso la scelta caduta ancora sulla riconferma della presidente uscente al tempo è risultata oggi ancora di più una pericolosa scelta antistorica, volta a replicare una forma di immobilismo dipendente ed insensibile ai cambiamenti necessari per evitare che l’Europa venga trascinata verso una crescente instabilità e conflittualità tra i singoli stati che non sembra capiscano più la sfida che la storia fa al mondo occidentale.

I fatti di questi anni hanno fatto maturare nel mondo una forma di crescente bipolarismo, con una forma di collasso del mondo occidentale tenuto fermo da una politica avvitata su sè stessa, convinta ancora di vivere in un mondo unipolare. La crescita dei Brics è stata vistosa ed ha creato una crescente aggregazione di nuovi stati che si pongono in alternativa come forza di governo alla cultura coloniale dell’occidente che ha spesso visto forme non più accettabili di colonialismo imperante.

La guerra in Iran è stato l’ulteriore passo verso una forma di confusione storica priva di razionalità ma funzionale ad interessi che sono totalmente disinteressati a creare equilibri che consentano un dialogo e non un conflitto perenne e mortale.

La sfida della UE e della sua governance rappresentata dalla Von Der Leyen deve essere affrontata per non cadere nel caos di un sistema ingovernabile e messo in discussione come le recenti elezioni in Germania dimostrano.

(*) Professore emerito Università Bocconi

Related posts

Navalny, Comitato Investigativo Russo: aperto procedimento penale contro suoi alleati

Redazione Ore 12

Etiopia, le forze lealiste si riprendono il controllo della città di Shewa Robit e Lalibela

Redazione Ore 12

Perché Israele è minacciato dall’Autorità Palestinese

Redazione Ore 12