Ha denunciato l’ex marito per aver violato il divieto di avvicinamento, ma poche ore dopo è finita in manette insieme a lui nel tentativo di impedirne l’arresto. È accaduto a Roma e il giudice ha convalidato entrambi gli arresti, accogliendo la richiesta della pubblico ministero Olivia Mandolesi. Protagonisti della vicenda sono due cittadini tunisini, di 27 e 23 anni, residenti nella Capitale nel quartiere del Collatino. L’uomo è accusato di aver infranto la misura cautelare presentandosi nell’abitazione dell’ex moglie, mentre la donna dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale per l’aggressione agli agenti del commissariato San Lorenzo. L’allarme al 112 è scattato lunedì mattina, intorno alle 9. La 23enne ha contattato la polizia raccontando che l’ex marito si era introdotto in casa armato di coltello. Secondo quanto ricostruito nel verbale, avrebbe sfondato la porta a calci, l’avrebbe spinta e strattonata, per poi sottrarle il telefono cellulare e circa 150 euro in contanti. La donna ha quindi raggiunto gli uffici del commissariato per formalizzare la denuncia. Le ricerche dell’aggressore sono partite subito dopo e l’uomo è stato rintracciato grazie al sistema di geolocalizzazione ‘Trova il mio iPhone’. L’uomo viaggiava a bordo di un autobus e gli agenti hanno fermato il mezzo, lo hanno fatto scendere e lo hanno accompagnato negli uffici di polizia. In commissariato la situazione è poi degenerata. Appena ha visto l’ex moglie, il 27enne ha iniziato a gridare. Gli agenti hanno impedito ai due di avvicinarsi, invitando la donna a rimanere seduta. Dopo un’apparente calma, però, la giovane si è alzata improvvisamente tentando di raggiungere le camere di sicurezza. Nel tentativo di bloccarla, gli agenti sono stati colpiti con gomitate e strattoni. La donna avrebbe anche afferrato il braccio di un vice ispettore cercando di sbilanciarlo e farlo cadere. Alla fine sono stati gli agenti a immobilizzarla e a far scattare le manette anche per lei. I due sono comparsi questa mattina davanti al Tribunale di Roma in udienze separate, organizzate a distanza di poche ore per evitare qualsiasi contatto.
