Marrazzo: “Un segnale che la politica non può ignorare. Ora sia centrale nei programmi delle prossime elezioni””
Sono state superate le 500 mila firme online e cartacee per il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole”, promosso per abrogare le nuove limitazioni introdotte sull’educazione sessuo-affettiva.
Un traguardo raggiunto in poco più di un mese da una campagna partita dal basso, grazie allo straordinario lavoro dei volontari in tutta Italia e al sostegno arrivato da associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, personalità della cultura e dello spettacolo, creator e migliaia di cittadine e cittadini.
«È un risultato straordinario, costruito senza grandi apparati e attraversando persino il mese di agosto. Il nostro primo grazie va a chi ha firmato e a tutte le persone che hanno dedicato tempo ed energie a questa mobilitazione. Ma non è finita qui: bisogna continuare a firmare, perché ogni firma in più darà maggiore forza alla nostra richiesta politica», dichiarano Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, promotori del referendum.
«Oltre 500 mila persone hanno mandato un messaggio alla politica. Di fronte ai femminicidi che hanno sconvolto ancora una volta il Paese, tutte le forze politiche hanno richiamato la necessità di investire sulla prevenzione, sul rispetto, sul consenso e sulle relazioni. Il padre di Lorena Isceri ha rivolto alla politica un appello chiarissimo: lavorate nelle scuole. Una richiesta che non può essere dimenticata quando si spengono le telecamere».
«L’educazione sessuo-affettiva non è naturalmente l’unico strumento per contrastare la violenza contro le donne e da sola non può impedire un femminicidio. Ma se vogliamo intervenire sulle radici culturali del possesso, della sopraffazione, dell’incapacità di accettare un no e della violenza nelle relazioni, la scuola è uno dei luoghi dai quali bisogna necessariamente partire».
Sul fronte politico, Angelo Bonelli e i Verdi hanno aderito al referendum, mentre il Comitato è stato contattato da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, dai quali attende un’adesione pubblica, insieme a quella delle altre forze politiche.
«Ringraziamo chi ha già scelto di sostenerci e attendiamo le prese di posizione pubbliche dei segretari e dei leader ai quali abbiamo rivolto il nostro appello. Non vogliamo una contrapposizione tra partiti, ma costruire su questo tema un impegno il più possibile condiviso».
«Alle prossime elezioni l’educazione sessuo-affettiva sia centrale nei programmi», aggiungono Marrazzo e Zela. «Qualunque sarà il percorso del referendum, da oggi nessuna forza politica può considerare questo un tema marginale. Ci aspettiamo che alle prossime elezioni politiche l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole diventi un punto chiaro e centrale dei programmi elettorali, con proposte e impegni concreti».
«Le oltre 500 mila firme dimostrano che nel Paese esiste una domanda forte di educazione al rispetto, al consenso, alle relazioni e alla prevenzione. Ora chiediamo alla politica di confrontarsi con questa domanda e dare delle risposte».
Il raggiungimento delle 500 mila firme, sottolinea infine il Comitato, non chiude la raccolta.
«Cinquecentomila sono la soglia necessaria, ma ogni firma in più aumenta il peso politico e sociale della nostra richiesta. Ringraziamo volontari, associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, artisti, creator e soprattutto le centinaia di migliaia di persone che hanno reso possibile questo risultato.
Ora non fermiamoci: continuate a firmare e a far firmare. Le 500 mila firme sono un traguardo, ma ogni firma in più dà ancora più forza alla nostra voce».
