di Marino Marini
“‘Era il tempo migliore, era il tempo peggiore’. È così che Charles Dickens descrive l’Europa ai tempi della Rivoluzione francese. Ed è anche un’efficace descrizione del mondo in cui viviamo. La velocità del cambiamento è incredibile. Le sfide sono eccezionali. Dunque, se guardo all’Europa di oggi, la mia opinione è questa: la nostra Unione è più forte che mai. Ma la nostra Unione può anche apparire più precaria che mai”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo a Strasburgo.
Destino Europa deve restare nelle mani degli europei
“Costruire un’Europa indipendente e capace di agire. Nulla può distoglierci da questo obiettivo. Perché, in questo mondo, il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei. La nostra scelta è dunque chiara”.
Ultranazionalisti e interferenze vogliono frantumare unità
“Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o di disinformazione, i nomi potranno anche cambiare, ma l’obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea. Non limitiamoci quindi a opporci a tutto questo: lottiamo insieme per la nostra idea di Europa”.
von der Leyen, con chiusura Hormuz spesi 90 miliardi per energia
“L’Europa non può restare una potenza industriale se i prezzi dell’energia sono strutturalmente troppo elevati. Quando la Russia ha interrotto le forniture di gas, abbiamo reagito. Ora i nostri approvvigionamenti sono più diversificati e abbiamo investito in energie pulite prodotte internamente: rinnovabili e nucleare. Poi, però, è arrivata la chiusura dello Stretto di Hormuz. E ancora una volta abbiamo toccato con mano, a caro prezzo, la nostra dipendenza generale dai combustibili fossili d’importazione. Dall’inizio del conflitto, i combustibili fossili importati ci sono costati 90 miliardi di euro in più, senza che ciò abbia aggiunto nemmeno una molecola di energia in più”. “Dobbiamo quindi puntare – aggiunge – con decisione su energie pulite, accessibili e prodotte internamente, che si tratti di rinnovabili e nucleare, oppure di biometano e altre fonti. Mantenendo un approccio tecnologicamente neutrale, ma garantendoci l’indipendenza. Per raggiungere questa indipendenza, dobbiamo elettrificare l’Europa. Il nostro obiettivo è raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040. In questo modo, l’Europa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro all’anno la spesa per l’importazione di combustibili fossili. Tuttavia, dobbiamo anche garantire che l’elettricità prodotta sia effettivamente disponibile. L’anno scorso abbiamo installato oltre 80 gigawatt di capacità da fonti rinnovabili, ma una capacità sei volte superiore è ancora in attesa di essere connessa alla rete. Ecco perché il pacchetto sulle reti è così urgente”.
Ai, Ue deve restare in gara, cruciale per indipendenza
“Dobbiamo restare in gara, perché è fondamentale per la nostra indipendenza. Dobbiamo quindi potenziare in modo massiccio la nostra capacità di calcolo. Illustreremo inoltre le nostre idee su come raggiungere questo obiettivo in modo pulito ed efficiente. Svilupperemo anche nuove modalità di impiego di fondi pubblici e privati per investire nelle start-up e nelle imprese europee più promettenti”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo a Strasburgo in merito all’intelligenza artificiale. “L’AI – aggiunge – sta rapidamente diventando un pilastro fondamentale per la nostra economia e la nostra sicurezza. La posizione dell’Europa è chiara: vogliamo sfruttare appieno l’AI per migliorare la nostra società, la qualità della vita e la produttività. Sono ottimista riguardo al potenziale dell’AI di portare benefici all’umanità, a patto di gestirla nel modo giusto. Tuttavia, come accade per ogni nuova tecnologia potente, l’AI comporta un insieme di opportunità e rischi. Se non affrontiamo questi rischi, non riusciremo mai a realizzare le potenzialità dell’AI. Man mano che i modelli di frontiera diventano più avanzati, tali rischi emergono con maggiore evidenza. I modelli in fase di sviluppo consentiranno attacchi informatici di una portata che ritenevamo impossibile; inoltre, finiranno presto nelle mani di avversari che hanno una visione del mondo profondamente diversa dalla nostra. Parallelamente, si fanno sempre più evidenti i pericoli legati ai modelli capaci di auto-migliorarsi”
Ai, a novembre iniziative in 5 settori, da sanità a difesa
“Ci stiamo concentrando su cinque dei settori a più alto valore in cui l’AI industriale offre il maggior potenziale e disponiamo dei dati necessari: sanità, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, nonché difesa e spazio. A novembre annunceremo iniziative rivoluzionarie in questi ambiti”.
In arrivo ‘European corporation’ per materie prime critiche
“Nessun Paese può farcela da solo; dobbiamo cambiare approccio. Per questo motivo istituiremo una nuova ‘European corporation’ per le materie prime critiche. Ci aiuterà ad acquisire e accumulare le risorse necessarie: per le auto elettriche, i chip e le batterie, le tecnologie pulite e la difesa. E molto altro ancora. Da ciò dipendono non solo la nostra industria, ma anche la nostra indipendenza e sicurezza”.
Con Canada Alleanza per futuro, relazioni al massimo livello
“L’Europa e il Canada credono nella democrazia. Crediamo che il potere non appartenga ai più forti, ai più ricchi o a chi alza di più la voce, bensì a tutti noi. E che le democrazie abbiano la libertà di scegliere con chi collaborare. Per questo uniamo le forze su base volontaria. Passeremo dal Ceta a un’Alleanza per il futuro, per creare uno spazio di prosperità condivisa e sicurezza economica”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo a Strasburgo. “Lavoreremo alla produzione intelligente. Creeremo un’alleanza tecnologica. Integreremo le basi industriali della difesa. Faremo dell’Artico un progetto congiunto di punta. Lavoreremo su energia, minerali critici e batterie. E su intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica ed economica. Si tratta di un partenariato non diretto contro altri, ma volto a rafforzare la nostra forza comune. In sintesi, vogliamo portare il rapporto con il Canada al massimo livello possibile”, aggiunge.
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