La guerra di Putin

Nuove sanzioni USA contro la Russia: stretta su petrolio e flotta fantasma, ma l’efficacia reale resta un’incognita

President Donald Trump speaks to reporters at Charlotte Douglas International Airport, Wednesday, Sept. 16, 2026, in Charlotte, N.C. (AP Photo/Alex Brandon)

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato a maggioranza il “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”. Il provvedimento segna il primo importante intervento legislativo sanzionatorio del Congresso contro Mosca dopo una lunga fase di stallo politico.

I contenuti chiave del provvedimento

Il pacchetto punta a strangolare le entrate finanziarie con cui la Russia finanzia il conflitto in Ucraina, introducendo misure dirette e “sanzioni secondarie”:

  • Guerra alla “flotta fantasma”: Blocco e sanzioni punitive contro le navi petroliere ombra che Mosca utilizza per aggirare i tetti di prezzo e vendere greggio sui mercati internazionali.
  • Dazi ritorsivi fino al 100% sui grandi acquirenti: Viene concessa alla Casa Bianca l’autorità discrezionale di imporre tariffe doganali fino al 100% sulle merci provenienti dai maggiori Paesi acquirenti di petrolio e gas russo (con un impatto diretto potenziale su colossi commerciali come Cina e India). Sono previste deroghe per gli alleati europei che dimostrano una drastica riduzione delle importazioni.
  • Misure sul settore finanziario e bellico: Stretta sulle banche e sui fornitori esteri che vendono beni a duplice uso (civile e militare) alla filiera bellica russa.
  • Integrazione con il dossier Iran: Su forte pressing dell’amministrazione, il provvedimento include l’estensione di sanzioni economico-finanziarie contro Teheran, per via del suo sostegno militare a Mosca.

Il dibattito sull’effettiva efficacia

L’impatto reale di queste sanzioni divide analisti e mondo politico per tre motivi principali:

  1. La discrezionalità presidenziale: La legge non fa scattare automaticamente i dazi del 100%, ma conferisce all’amministrazione la facoltà di applicarli. Senza una chiara volontà politica di colpire partner strategici come Nuova Delhi, la minaccia rischia di rimanere un deterrente su carta.
  2. Il rischio di ritorsioni commerciali: Diversi parlamentari hanno evidenziato come dazi così aggressivi verso Paesi terzi possano incrinare le catene di fornitura globali e generare ritorsioni sui mercati americani, traducendosi in un aumento dell’inflazione interna.
  3. Capacità di adattamento del mercato russo: Nonostante anni di restrizioni, Mosca ha dimostrato grande flessibilità nello strutturare rotte commerciali parallele. Senza una cooperazione coercitiva globale ed efficace, le reti fantasma e l’interscambio informale continuano a minimizzare il peso delle contromisure occidentali.

In definitiva, sebbene la legge fornisca uno strumento di coercizione economica molto più affilato, l’efficacia concreta dipenderà da come l’esecutivo sceglierà di calibrare la leva tariffaria e diplomatica nel breve e medio termine.

GiElle

Foto La Presse

Related posts

Perché Zaluzhny si è schierato contro la NATO ed è stato “ignorato” Zelensky?

Redazione Ore 12

Cosa non è successo in Russia…ma potrebbe succedere

Redazione Ore 12

La Russia potrebbe occupare tutta l’Ucraina con successo?

Redazione Ore 12