“Non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme” al governo Meloni. Lo ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte a Dritto e rovescio su Rete4, commentando la lettera di Elly Schlein alla premier. “Io ovviamente parlo per me. Io ho iniziato e ho proposto a questo governo varie forme di collaborazione. Per il salario minimo, ad esempio. Ho sollecitato le altre forze di opposizione e siamo andati in piena estate a incontrare Meloni e il governo a Chigi, ci ha preso in giro e poi di fatto non lo ha fatto”, ha spiegato. “Ci ha sbattuto la porta in faccia aumentando lo stipendio a Brunetta e le indennità a ministri e a sottosegretari e gli italiani sono in braghe di tela sfruttati con la manodopera sottopagata. E poi altre forme di collaborazione. Sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte. E soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l’altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni”, ha sottolineato. “Stiamo parlando di tornare al petrolio, di chi ha detto che vuole fare dell’Italia il l’hub del gas naturale e peraltro non ha fatto nulla, parliamo sempre di fossile. Di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi”, ha aggiunto Conte.
Se perderò primarie non ostacolerò progetto politico
“Per quanto riguarda le primarie” “io ho proposto di metterci intorno a un tavolo, come abbiamo fatto per le regionali, per trovare una soluzione condivisa, ovviamente ragionando con tutte le forze politiche di opposizione. Non è stata accettata. A quel punto lì abbiamo acconsentito a queste primarie. Ho visto che legittimamente Elly Schlein dichiara che le vincerà lei. Io non ho detto ai miei che le vinceremo. Ho detto ai miei, a tutta la comunità, a tutti gli elettori, che io non sarò mai un elemento divisivo. Non c’è la mia ambizione in gioco. Se io parteciperò alle primarie e mi candiderò quando sarà il momento, sarà perché chiedo un mandato per costruire orizzonti di pace, di sicurezza e per battermi per le battaglie che abbiamo già annunciato”, ha spiegato. “Se sarò perdente non ostacolerò assolutamente questo progetto politico, se sarò vincente posso assicurare che ce la metterò tutta per cambiare questo Paese dopo 4 anni di zero riforme”, ha aggiunto.
Ha ereditato 209 miliardi e non ha fatto nulla
“Elezioni o non elezioni, i problemi della vita quotidiana sono quelli che contano, i problemi di famiglie e imprese. La situazione non è agevole. La Confederazione nazionale artigiani ha calcolato che per gli italiani in questi primi sei mesi il salasso energetico è stato di circa 12 miliardi. Il ritorno a scuola dei nostri figli pesa sulle famiglie, anche qui ci sono degli aumenti. Anche la spesa alimentare pesa tantissimo, con aumenti del 30%. Obiettivamente bisogna dire che questo governo che ha goduto di una schiacciante maggioranza, con una durata record per la storia repubblicana, doveva e poteva fare molto di più, anche perché ha ereditato 209 miliardi. Purtroppo se guardiamo agli indici di crescita e alle difficoltà di famiglie e imprese non ha fatto quasi nulla”, ha spiegato.
Bollo? E’ una piccola mancetta, Meloni prende in giro italiani
“C’è ovviamente un anno elettorale e la Meloni inizia a preoccuparsi. Quindi tra legge elettorale, su cui si stanno indaffarando e bloccano il Parlamento per garantirsi di poter rimanere incollati alle poltrone, e questa piccola mancetta per chi ha un’utilitaria, pensa di risolvere il problema. Per altro, non è un problema risolto. Perché quando dice che è una misura strutturale, cosa significa? Che oggi la copre solo in parte con il residuo dei 209 miliardi del Pnrr”, ha spiegato. “Benissimo prendere in giro gli italiani adesso col bollo. Benissimo prendere in giro le imprese. Ma di fatto cosa succederà? Che” Meloni “sta scaricando sui governi a venire una serie di conti e ovviamente di risorse pubbliche da reperire che fanno tremare i polsi”.
Problemi economici Grillo non sono più i miei, pensiamo a italiani
“Grillo dica quel che vuole. Non è più una questione che riguarda il Movimento 5 Stelle. Per quanto riguarda i problemi economici di Grillo, non sono più i miei. A noi adesso interessano i problemi economici degli italiani”, ha aggiunto.
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