di Antonio Di Bella (*)
All’ingresso del palazzo di vetro, la sede delle Nazioni Unite a New York, Donald Trump ha trovato ad aspettarlo Kathleen Collins, della Cnn, una delle tre tv escluse dalla Casa Bianca perche’ troppo critiche. “Sono sorpreso di vedere qui anche la Cnn che aveva promesso di non seguirmi piu’ esclama irritato il Presidente- non dovreste seguirmi “ (il riferimento e’ al boicottaggio deciso in solidarieta’ con la Cnn di tutti i principali network tv inclusa la conservatrice Fox). Pronta la risposta della giornalista:” siamo stati ammessi dalle Nazioni Unite, che cosa risponde al fatto che due terzi degli americani criticano la sua condotta della guerra con l’Iran?”. “ E’ un onore essere qui- risponde a denti stretti Trump- la nostra nazione sta andando molto, molto bene”. Poi imbocca la scala mobile e se ne va senza rispondere ad altre domande. E’ stato il primo momento di una giornata tutta in salita per il presidente americano. Facile mandare tweet sulla trionfale vittoria sull’Iran , piu’ difficile farlo a giornalisti che sollevano obiezioni. E che le cose non siano facili lo si e’ capito anche dal discorso ufficiale del Presidente americano davanti all’assemblea dell’Onu.
Molti proclami roboanti (“l’America piu’ forte che mai, un milione di nuovi posti di lavoro, l’immigrazione irregolare cancellata”) ma quando si arriva al tasto delicato della guerra con l’Iran i toni si fanno piu’ sfumati. Certo la possibilita’ di “annichilire” Teheran viene sempre evocata ma subordinata all’esito di nuovi incontri diplomatici e soprattutto- e qui e ‘ la novita’ piu’ importante- ogni accordo non si potra’ fare certo prima delle elezioni americane di novembre per camera e senato. Quasi conscio della rilevanza di un tale rinvio Trump si sente in dovere di aggiungere che qualunque sia il risultato elettorale il suo comportamento in politica estera non cambiera’. “ tanto- sottolinea con perfidia- non c’e’ il mio nome sulla scheda elettorale”. Come dire : se vincono i repubblicani e’ merito mio , se perdono e’ colpa loro. Puro stile Trump. Oltre al consueto arsenale di insulti e minacce ai comunisti interni e esterni ( che ha provocato l’uscita dalla sala della delegazione cubana) Trump ha pero’ usato i toni , per lui inconsueti, del ringraziamento.
Lo ha fatto per le delegazioni di Groenlandia e Danimarca con le quali si e’ arrivati a un accordo di sicurezza(“persone eccellenti” , le stesse che fino a pochi mesi fa voleva invadere). E con Marocco, indonesia e Kazakistan per la disponibilita’ a contribuire a una forza internazionale per Gaza. Poche parole per il conflitto Russia Ucraina : “ se necessario usero’ le sanzioni approvate dal congresso usa per colpire i paesi terzi che acquistino petrolio da Mosca”. E quel “se necessario” avra’ fatto sicuramente venire i brividi a Zelensky, sospettoso ogni giorno di piu’ del rapporto “speciale “ Trump-Putin. Neanche una parola infine sull’incontro piu’ delicato, quello che in realta’ vede un Trump in enorme difficilta’ di fronte a Xi Jing Ping al massimo della sua potenza. Pechino ha gli strumenti per chiedere a Washington tutto quello che vuole: mosca e teheran sono al “guinzaglio “della Cina e qualsiasi accomodamento internazionale non puo’ prescindere dal gigante asiatico. E c’e’ gia’ chi vede il prezzo che Trump e’ pronto a pagare: la rinuncia alla difesa di Taiwan. L’ennesimo alleato in via si abbandono da parte della potenza usa ( come l’Europa d’altronde).
Gli americani che hanno voluto seguire il discorso di Trump non hanno potuto farlo però sui grandi networks. La Cnn ha trasmesso solo il passaggio sull’iran . Trump ha per questo annunciato il lancio di “Trump tv” il canale della casa bianca su youtube che trasmettera’ i suoi discorsi 24 ore su 24 . E soprattutto senza le fastidiose domande dei giornalisti. In attesa che la magistratura si pronunci sul ricorso dei network esclusi che hanno chiesto di essere riammessi all’interno della casa bianca.
(*) Giornalista-Articolo21.org
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