Esteri

Prova muscolare di Putin che presenzia alle esercitazioni militari Russia-Bielorussia

Il presidente russo Vladimir Putin ha preso parte alle esercitazioni militari congiunte, insieme al fedelissimo Presidente bielorusso Aleksander Lukashenko. L’annuncio, dato dal portavoce Dimitri Peskov, segue la nota del ministero della Difesa russo che ha ricordato il training delle Forze di deterrenza strategica, “già pianificato con anticipo” che ha l’obiettivo di “valutare l’operatività delle truppe da combattimento“, l’attuazione “delle missioni assegnate” e “l’affidabilità degli armamenti nucleari e convenzionali”.

Parole che per l’inviato della Bbc a Mosca, Steve Rosenberg, sarebbero “una prova muscolare” da parte di Mosca che punterebbe a inviare un chiaro messaggio alla nato e all’Ue: “Non dimenticate che la Russia è una potenza nucleare”. Un’analisi che confermerebbe il tono delle parole del portavoce Peskov. Stando a quanto riferisce l’agenzia russa Tass, annunciando la presenza di Putin domani nel corso delle esercitazioni, Peskov ha detto: “Putin molto probabilmente si posizionerà nel centro di controllo. Tali esercitazioni e lanci di addestramento, naturalmente, non possono essere tenuti senza il capo dello Stato. Sapete della famosa valigia nucleare, del pulsante rosso e così via”.

Di fronte alle accuse di voler invadere l’Ucraina mossa da vari attori Nato, il Cremlino ha sempre smentito, assicurando che le esercitazioni congiunte con la Bielorussia dal 10 al 20 febbraio sono utili alla propria sicurezza. Qualche giorno fa Mosca ha anche annunciato che “varie truppe russe che hanno portato a termine le esercitazioni vicino al confine con l’Ucraina sono già rientrate alla base”. Una dichiarazione che non ha convinto però i Paesi Nato. In un meeting dell’Osce, l’ambasciatore americano Michael Carpenter ha aggiornato i numeri sulla presenza militare russa al confine ucraino, ora stimata dall’intelligence statunitense “tra i 169 e i 190mila soldati”.

Il Cremlino ieri ha denunciato di non aver ricevuto “una risposta costruttiva” da Washington alle richieste presentate, e pertanto ha minacciato misure “tecniche e militari”. “Cosa significhi non è chiaro – chiarisce ancora l’emittente britannica – ma potrebbero includere l’imposizione di restrizioni all’Ucraina, come una no-fly zone o il blocco dei porti, o lo spostamento di armi nucleari nella vicina Bielorussia”.

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