La guerra di Putin

L’Aiea vuole vederci chiaro sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia e chiede di visitarla

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) continua a esprimere i suoi timori per la centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina, che dal 4 marzo è sotto il controllo dei russi. “Nella centrale ci sono oltre 30 mila chilogrammi di uranio e plutonio arricchito e la Aiea non ha accesso all’impianto per verificare lo status di questo materiale”, ha dichiarato Rafael Mariano Grossi, direttore della Aiea. Per questo l’Aiea ha chiesto di poter fare un’ispezione. “Siamo in contatto con gli esperti russi e il governo russo, che hanno il controllo della centrale, e ho detto che devono garantire l’accesso ai nostri ispettori. Ho parlato poi con il presidente Volodymyr Zelensky e ho chiesto alle parti di poter organizzare una missione per verificare che sia tutto in ordine”, ha aggiunto Grossi. Secondo Grossi, uno degli aspetti più preoccupanti è che la centrale è “sotto il controllo della autorità militari russe” mentre “i tecnici e gli operatori restano ucraini”, e questo produce il rischio di “contrasti e incomprensioni”, condizione “non ideale” per un impianto di tale complessità. Inoltre, nella centrale sono presenti “esperti militari russi” e il loro ruolo “non è chiaro”. “Ci sono delle attività – ha spiegato Grossi – che i nostri esperti devono condurre e in questo momento a Zaporizhzhia non possono farlo: senza questo lavoro non possiamo assicurare alla comunità internazionale cosa accade lì al materiale nucleare”. Grossi ha poi sottolineato che il problema “non è solo la Russia ma anche l’Ucraina”. Per quanto riguarda la missione di controllo alla centrale, entrambe le parti insistono che venga condotta sotto le “rispettive bandiere”. “Sia per Mosca che per Kiev il format politico è più importante del lavoro tecnico che siamo chiamati a svolgere”, ha concluso Grossi. La centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel Sud dell’Ucraina, è la più grande in Europa e tra le dieci più grandi al mondo. La centrale è situata a circa 200 km dalla regione contesa del Donbass e a 550 km da Kiev, sulle sponde del bacino idrico di Kachovka sul fiume Dnepr. È stata costruita tra il 1984 e il 1995 e conta sei reattori. I primi cinque vennero messi in linea tra il 1985 e il 1989, mentre il sesto fu aggiunto nel 1995. La centrale, riporta il Guardian, genera circa la metà dell’elettricità prodotta nella nazione proveniente da fonte nucleare e oltre un quinto dell’elettricità totale prodotta in Ucraina. Nella notte tra il 3 e 4 marzo 2022, è stata interessata dagli scontri tra l’esercito russo e quello ucraino. L’attacco avrebbe causato un incendio a un edificio adiacente, poi domato, senza intaccare i reattori né causando una fuga radioattiva. Da allora la centrale è controllata dai russi. A fine aprile le autorità russe hanno inviato esperti a Zaporizhzhia. Secondo l’Aiea, l’impianto è “controllato dalle forze russe ma ancora gestito dal suo staff ucraino”, con il personale che lavora “sotto un’incredibile pressione”. Secondo gli ucraini, Rosenergoatom – unità della russa Rosatom – ha inviato un gruppo di otto esperti che hanno chiesto rapporti quotidiani riguardo “questioni riservate” sul funzionamento dell’impianto. I rapporti richiesti riguardano anche la gestione del combustibile nucleare, del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Secondo i media ucraini “Rosatom sta cercando di prendere il pieno controllo della centrale di Zaporizhzhia”.

aggiornamento la guerra di Putin ore 14.50

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