Politica

Quanto costa all’Italia la guerra in Ucraina?

 

di Giuliano Longo

Tra inflazione, caro-bollette, crollo del Pil, decreti vari, aiuti all’Ucraina e maggiori spese militari, la guerra avrebbe generato per l’Italia dei costi superiori al Pnrr. La guerra in Ucraina, oltre alle migliaia di morti e alle inaudite sofferenze, ha generato un enorme fiume di denaro che sta abbeverando i colossi delle materie prime, i produttori di armi e la grande finanza internazionale.  Ovviamente il conto più salato lo pagano gli ucraini che, secondo stime di vari osservatori, saranno ridotti in povertà entro il prossimo anno se la guerra continua. Tanto che alcune fonti calcolano che per la sola ricostruzione iniziale,a guerra o a cessate il fuoco concluso, occorreranno inizialmente 236 miliardi di dollari. La pubblicazione di economia Money con una “stima al ribasso e assolutamente parziale”, riporta che che finora dall’Occidente sarebbero stati spesi, o messi in preventivo, almeno 1.000 miliardi di dollari. Salato sarebbe il conto anche per l’Italia, mentre il nostro Paese entro la fine anno potrebbe aver quasi 200 miliardi di spese in più circa a causa di una guerra che sicuramente si protrarrà almeno per parte del 2023. Money cita un articolo di qualche mese fa di Massimiliano Di Pace pubblicato dall’Huffington Post, il quale stima che per l’Italia entro la fine di quest’anno, la guerra comporterà un costo complessivo di 180 milioni. Ma al conto però mancano  14 miliardi stanziati dal decreto Aiuti ter licenziato a settembre, che si sono sommati ai circa 50 miliardi dei due provvedimenti precedenti, per mitigare l’aumento del costo del gas; oltre ai 25 miliardi che dovrebbero essere la dotazione dell’Aiuti quater, nuovo pacchetto di misure che sarà il primo atto ufficiale del governo Meloni; in più ci sono i vari bonus e i tagli al prezzo della benzina che sono stati prorogati. Stando all’Ukraine support trucker (Kiel Institute for the World Economy), da quando è scoppiata la guerra l’Italia finora ha elargito all’Ucraina 150 milioni di aiuti militari e 510 milioni di aiuti finanziari, contro i 52 miliardi di dollari totali degli Usa; inoltre lo scorso luglio il nostro Parlamento ha deciso di aumentare la spesa militare di 1,2 miliardi l’anno. A tutto ciò vanno aggiunti gli effetti indiretti, come la contrazione del Pil tanto che l’Italia, stando al Fondo Monetario Internazionale, nel 2023 dovrebbe entrare in recessione con una inflazione stimata al +7% nel 2022 e del +9% per il 2023. Altra voce sono gli aiuti comunitari all’Ucraina, con Ursula von der Leyen che qualche giorno fa ha annunciato 1,5 miliardi di aiuti mensili a Kiev. Ben poco in confronto a quanto costerà la ricostruzione del Paese che la Banca Mondiale stima in 350 miliardi urgenti, ma altre fonti stimano una cifra doppia. Da tempo si parla di un Piano Marshall da parte dell’Occidente che che prevede la spartizione in varie zone dell’Ucraina da ricostruire: all’Italia spetterà il Donetsk, ora in buona parte in mano alla Russia che l’ ha già proclamata Repubblica indipendente della Federazione. Ipotesi fantasiosa, se non provocatoria per i russi, che vengono dati per sconfitti. Sia detto per inciso che, come riferito da fonti autorevoli, in Polonia e nei Paesi Baltici, circolano già documenti che prevedono una spartizione della Russia fra i Paesi occidentali con parte della Siberia addirittura sotto il controllo Usa. Ma deliri a parte che finiscono per giustificare l’aggressività di Putin e guardando a casa nostra, tra crollo del Pil, lo spettro della recessione, aiuti all’Ucraina, crescita delle spese militari, aumento dell’inflazione e delle bollette per non parlare del caro-carburante ecc, la guerra potrebbe avere conseguenze più devastanti del Covid tanto che in meno di un anno i costi potrebbero superare i 191,5 miliardi che incasseremo complessivamente dal Pnrr.

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