‘Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra’. Questo è il cuore della nuova campagna di NaturaSì dedicata al prezzo degli alimenti, presentata oggi a Roma.
Il messaggio di NaturaSì tocca diversi ambiti: la salute e l’ambiente fanno parte del prezzo, che non è quindi composto soltanto dalla produzione agricola. “Gli agricoltori bio producono cibo ma anche aria, acqua, e suolo puliti, contrasto ai cambiamenti climatici, biodiversità”. In altre parole “servizi essenziali al Pianeta e ai cittadini. Per questo occorre riconoscere loro un contributo economico, un lavoro di primaria importanza”.
“Alla trasparenza nella formazione dei prezzi alimentari dello scorso anno – spiega Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì – abbiamo aggiunto una declinazione del compenso che garantiamo all’agricoltore, distinguendo il prezzo pagato per il prodotto da quello pagato per i servizi ecosistemici, quali mantenimento della fertilità del suolo, rispetto della biodiversità, salute e tutela del paesaggio, solo per citarne alcuni”. E’ anche un modo, inserire elementi come salute e ambiente – racconta NaturaSì – per misurare e assegnare un valore economico ai servizi ecosistemici. Ed è così che NaturaSì ha iniziato a farlo in concreto rendendo evidente “il compenso che viene riconosciuto agli agricoltori per la difesa della salute della Terra e delle persone, affinché i cittadini capiscano qual è il valore dell’agricoltura che rispetta le risorse naturali”.
Per esempio l’insalata ha un costo di produzione – compreso di lavoro agricolo, costo colturale, imballaggio, controllo qualità – di 1,33 euro al kg. NaturaSì paga al produttore 2 euro al Kg, ovvero un terzo in più (0,67 centesimi). Si tratta di un contributo che riconosce i servizi ecosistemici “a beneficio della collettività: acqua e aria pulite, suolo fertile, biodiversità, contrasto alla crisi climatica e molto altro”. La campagna coinvolgerà 350 negozi NaturaSì in tutta Italia; oltre all’insalata, si concentra sul prezzo dei finocchi. A fronte di un costo di produzione di 1,25 euro al kg, (compreso di lavoro agricolo, qualità, imballaggio) NaturaSì paga 1,80 euro al chilo; 0,55 centesimi in più come supporto all’agricoltore per la produzione dei servizi ecosistemici. In uno studio del 1997 – poi aggiornato nel 2014 e ancora considerato un pilastro dell’economia ambientale – è stato stimato che il valore dei servizi ecosistemici superi di circa il doppio il Pil mondiale. Le stime più recenti lo attestano approssimativamente a 150mila miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’Italia (secondo uno studio pubblicato su ‘Ecological indicators’) è stato stimato che ogni anno gli ecosistemi italiani erogano benefici per un valore di 71,3 miliardi di euro. Lo studio ha messo in evidenza che alcune province italiane hanno subito perdite significative nella capacità di fornire servizi ecosistemici: tra il 1990 e il 2000, alcune province hanno perso fino al 7,5% della capacità di protezione dagli eventi dannosi e il 9,5% di assimilazione degli inquinanti. Per l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) “la perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici viene attualmente riconosciuta come un fattore di rischio per la trasmissione di malattie batteriche, virali e parassitarie per l’uomo, il bestiame, le colture e le specie selvatiche di animali e vegetali”.
“Sono valori che è bene conoscere – conclude Brescacin – per capire che, acquistando un prodotto biodinamico o biologico, si investe non solo sul prodotto in sé ma anche sulla propria salute e su quella dell’ambiente nel quale tutti viviamo. Allo stesso tempo è importante avere la consapevolezza che pagando un prezzo troppo basso, sarà qualcuno o qualcos’altro a farne le spese”.
