Cronaca

Al Corvetto di Milano ancora spari, De Corato (Fdi) denuncia: “Militari qui h24”

Ancora tensioni al Corvetto di Milano, teatro quasi una settimana fa di due notti di disordini per la morte di Ramy Elmagl. Secondo quanto documenta con foto il deputato Fdi Riccardo De Corato “è stato preso di mira un filobus – linea 93 proprio in viale Omero, il luogo in cui si sono verificati i disordini dei giorni scorsi, con dei colpi di arma da fuoco che hanno compromesso il mezzo pubblico”.
Per De Corato “questo è un chiaro segnale di sfida allo Stato, nonostante la zona sia da giorni sotto controllo delle Forze dell’Ordine. In zona servono i militari di ‘Strade Sicure’ 24 ore su 24”. Il fatto risalirebbe alla scorsa notte, spiega il deputato dai suoi profili social, e “naturalmente- prosegue- questo atto intimidatorio è arrivato senza alcun motivo e il povero conducente del mezzo, oltre agli utenti di quel bus, hanno rischiato la vita per l’ennesimo gesto commesso da alcuni malviventi della zona”.

“In 20 anni difficilmente ho visto tanta crudeltà”: parla l’avvocato della famiglia di Giulia Tramontano

In vent’anni di professione, raramente, ho visto tanta crudeltà“. A dirlo è l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, che ha assistito la famiglia idi Giulia Tramontano nel processo contro Alessandro Impagnatiello, l’ex compagno della donna uccisa a 29 anni, con 37 coltellate, quando era incinta di sette mesi nella loro casa di Senago in provincia di Milano. Il processo di primo grado, svoltosi davanti alla Corte d’Assise di Milano, si è concluso lunedì con la condanna all’ergastolo per Impagnatiello (con tre mesi di isolamento diurno) e il legale si lascia andare ad una riflessione sui social, poi rilanciata dalla mamma di Giulia, Lory Fermiano. Tra la famiglia di Giulia e l’avvocato si è stretto un rapporto molto forte, come testimoniano le parole da parte di entrambi. “Questo processo- scrive Cacciapuoti- è stato un viaggio nel dolore di una famiglia straordinaria, che con forza e amore ha mantenuto viva la memoria di Giulia raccontandone la bellezza e i valori. In vent’anni di professione, raramente, ho visto tanta crudeltà. Ho toccato con mano la potenza dell’amore, della solidarietà e della ricerca di verità. Essere parte di questo cammino è stato un onere gravoso e altresì un onore grande. Giulia e Thiago ci ricordano la forza della vita e il diritto a un futuro di speranza. La loro memoria continuerà a vivere in chi li ha amati e in chi ne ha compreso il significato. A loro va il mio pensiero più profondo e l’impegno a non dimenticare”. La mamma di Giulia, Lory Fermiano, nel condividere le parole dell’avvocato scrive: “Neanche io Giovanni dimenticherò mai quello che hai fatto per loro, per noi, soprattutto ‘come’ lo hai fatto. Ho sofferto a ogni nostro incontro, ho pianto a ogni verità che veniva fuori, ho aspettato la tua telefonata prima di ogni udienza per darmi forza. Quante cose abbiamo fatto insieme per loro, grazie”.

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