L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di 4 milioni di euro alle società Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. per pratica commerciale scorretta. Lo riporta una nota dell’Antitrust, in cui si sottolinea come dall’istruttoria sia emerso che le società non hanno effettuato controlli adeguati a garantire la genuinità delle recensioni pubblicate sulla propria piattaforma, anche nell’ipotesi in cui queste siano state indicate da Trustpilot come verificate. Gli accertamenti, si sottolinea, hanno anche evidenziato come i servizi di raccolta recensioni offerti dalla piattaforma – promossi come strumenti per ridurre il rischio di contenuti falsi o fuorvianti e per assicurare una maggiore integrità del sistema – consentano in realtà alle imprese di selezionare i consumatori cui inviare l’invito a recensire, incidendo così sulla rappresentatività complessiva delle valutazioni pubblicate. L’Autorità ha inoltre accertato che Trustpilot non ha reso accessibili in modo adeguato ai consumatori informazioni rilevanti sul funzionamento della piattaforma, sull’utilizzo di servizi a pagamento da parte delle imprese presenti sulla piattaforma e su ulteriori elementi utili per la scelta dei consumatori. Queste condotte – attuate anche ricorrendo a tecniche di progettazione dell’interfaccia tipiche dei cosiddetti dark pattern – integrano nel complesso una pratica che presenta profili di ingannevolezza, in violazione degli articoli 20, 21, 22, 23, comma 1, lettera bb-ter) del Codice del consumo, spiega l’Antitrust.
Soddisfazione è stata espressa dall’Unione nazionale consumatori
Unc, bene sanzione a Trustpilot, selezione consumatori è inaccettabile
“Ottima notizia! E’ inaccettabile che le imprese possano filtrare le persone a cui inviare l’invito a recensire, selezionandoli, influenzando così il rating a loro favore, condizionando così le scelte dei consumatori”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la decisione da parte dell’Antitrust di irrogare una sanzione di 4 milioni di euro alle società Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. per pratica commerciale scorretta. “E’ dal settembre 2012 che combattiamo contro le recensioni farlocche, ottenendo nel dicembre 2014 la prima condanna in materia. Da allora ci sono stati passi avanti, anche se il problema, come attesta la condanna di oggi, non è stato ancora risolto del tutto. La soluzione contro le recensioni fake, però, sono le condanne dell’Antitrust come questa, non il tentativo di censurare i consumatori e ridurli al silenzio, ponendo limiti assurdi alla libertà di pensiero”, conclude Dona.
Poi il Codacons
Codacons: “Su recensioni serve massima severità”
“Bene per il Codacons la multa da 4 milioni di euro elevata dall’Antitrust alle società Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. per non aver effettuato controlli adeguati a garantire la genuinità delle recensioni pubblicate sulla propria piattaforma”. Lo scrive l’associazione in una nota, sottolineando che “le recensioni sono in grado di influire in modo diretto sull’economia modificando in modo radicale le scelte dei consumatori. Oggi il 77% dei cittadini legge i commenti di altri utenti prima di procedere all’acquisto di un bene o di un servizio, o di prenotare presso una struttura ricettiva o un ristorante. Una abitudine consolidata al punto che le recensioni, a livello globale, spostano una fetta di consumi stimata in 152 miliardi di dollari all’anno”, sottolinea il Codacons, secondo cui “proprio per l’importanza assunta negli anni da tale strumento, è fondamentale garantire che le recensioni siano autentiche e verificate: in tal senso sta per arrivare una stretta prevista dal Ddl sulle Pmi approvato in via definitiva al Senato a inizio marzo, riguardante il settore alberghiero e quello della ristorazione. Le nuove disposizioni prevedono che la recensione, per essere valida, debba essere pubblicata entro 30 giorni da chi ha personalmente ed effettivamente sperimentato il servizio o il prodotto, descrivere in modo “pertinente” l’esperienza vissuta, e deve essere verificabile e documentata con una ricevuta fiscale”, termina la nota del Codacons.
Red
